venerdì 1 giugno 2012

Sempre più colLusi. La magistratura indaga sui soldi della Margherita. All'appello mancano altri 50 milioni di euro

(da L'Unione Sarda) Un vero e proprio intervento a gamba tesa. È quello di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, nei confronti del leader del defunto partito, Francesco Rutelli. Aspre parole contenute in una nuova memoria difensiva consegnata ieri alla Giunta per le immunità del Senato che si sta occupando del caso. E che, sempre ieri, ha deciso di rinviare al 12 giugno il pronunciamento circa l' autorizzazione all' arresto. Nei riguardi dell' ex sindaco di Roma, il senatore, accusato di aver indebitamente sottratto dalle casse del partito 21 milioni di euro provenienti da finanziamenti pubblici e di averli usati per scopi personali e privatistici, non usa mezzi termini: «I finanziamenti erogati dalla Margherita nel periodo 2009-2012 sono stati pubblicamente e reiteratamente negati benché risultino essere un fatto certo e dimostrato». E, prosegue l' ex tesoriere, «appare indubbio come la condotta avuta in merito a ciò da parte di Rutelli sia stata di assoluta gravità e strumentale per la negazione di una verità».Ma il j' accuse non finisce qui. Lusi ricorda come, in merito ai contributi erogati dal partito a favore del Centro Futuro Sostenibile, Rutelli si sia «avventurato a presentare un esposto-denuncia nel quale veniva prospettata a carico del sottoscritto un' attività di depistaggio e d' inquinamento probatorio». Tutte «falsità», che dimostrerebbero, al pari di altre dichiarazioni pubbliche rese da Rutelli, una «grave ingerenza nelle
valutazioni dei pm e del giudice».Sempre ieri, il tribunale del Riesame ha anche confermato gli arresti domiciliari per la moglie di Lusi, Giovanna Perticone, visto il «concreto pericolo di fuga in Canada». Gli stessi giudici, inoltre, comunicano che nel conto dei fondi della Margherita su cui fare luce mancherebbero all' appello altri 50 milioni di euro. Ma per il partito "potrebbe trattarsi di un refuso". I magistrati citano anche alcune spese "folli" da vagliare attentamente: cene e pranzi da 2mila euro ciascuno che avevano «cadenze mensili e talvolta quindicinali».

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