giovedì 29 marzo 2012

I «tecnici» di Pdl, Pd e Terzo polo danno il via libera alle modifiche della Costituzione.

Il premier è lontano dall’Italia, ma il presidente della Repubblica non smette di vigilare sulla salute del governo, e – ancora una volta – ne di­fende le scelte, certo di interpretare i sentimenti degli italiani. Giorgio Na­politano ha lo sguardo attento verso il Parlamento, dove si è cominciato a lavorare sulle riforme, comprese quel­le istituzionali e quella elettorale. Tem­pi lunghi e accordi complicati da rag­giungere, ma ancora una volta il capo dello Stato si spende perché in questa fase si salvaguardi la coesione socia­le.Napolitano auspica «che si attenda la presentazione in Parla­mento del ddl, quando sarà pronto tutti potranno prenderlo in esame e ri­cavarne le considerazioni che crede­ranno ». Ma ci sono pure altri inter­venti che 'premono': «Si stanno a­prendo – osserva il capo dello Stato – nuovi cantieri che prevedono riforme costituzionali, elettorali e regolamen­tari e mi auguro che soprattutto que­sto cantiere vada rapidamente avan­ti ». Un auspicio che trova riscontro a Ro­ma, dove il pool di esperti della mag­gioranza ha messo a punto un testo che verrà presentato a breve al Sena­to sulle riforme costituzionali. Lucia­no Violante (Pd), Gaetano Quaglia­riello (Pdl), Pino Pisicchio (Api) e Fer­dinando Adornato (Udc) di fatto va­rano la 'bozza Violante' come base della discussione. I problemi affiore­ranno invece sulla legge elettorale, su cui ci si è aggiornati, conferma lo stes­so ex presidente della Camera. Si la­vora a un sistema ispano-tedesco, che trova diverse resistenze anche all’in­terno dei partiti.

Nessun commento:

Posta un commento