Il premier è lontano dall’Italia, ma il presidente della Repubblica non smette di vigilare sulla salute del governo, e – ancora una volta – ne difende le scelte, certo di interpretare i sentimenti degli italiani. Giorgio Napolitano ha lo sguardo attento verso il Parlamento, dove si è cominciato a lavorare sulle riforme, comprese quelle istituzionali e quella elettorale. Tempi lunghi e accordi complicati da raggiungere, ma ancora una volta il capo dello Stato si spende perché in questa fase si salvaguardi la coesione sociale.Napolitano auspica «che si attenda la presentazione in Parlamento del ddl, quando sarà pronto tutti potranno prenderlo in esame e ricavarne le considerazioni che crederanno ». Ma ci sono pure altri interventi che 'premono': «Si stanno aprendo – osserva il capo dello Stato – nuovi cantieri che prevedono riforme costituzionali, elettorali e regolamentari e mi auguro che soprattutto questo cantiere vada rapidamente avanti ». Un auspicio che trova riscontro a Roma, dove il pool di esperti della maggioranza ha messo a punto un testo che verrà presentato a breve al Senato sulle riforme costituzionali. Luciano Violante (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl), Pino Pisicchio (Api) e Ferdinando Adornato (Udc) di fatto varano la 'bozza Violante' come base della discussione. I problemi affioreranno invece sulla legge elettorale, su cui ci si è aggiornati, conferma lo stesso ex presidente della Camera. Si lavora a un sistema ispano-tedesco, che trova diverse resistenze anche all’interno dei partiti.

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