(da Il Corriere della Sera) Nel pasticcio delle elezioni palermitane, dopo la resa di Rita Borsellino, sconfitta ai gazebo e decisa a mollare la scena, s' affaccia perfino lo spettro del grande inciucio fra l' ultimo arrivato nella corsa a sindaco, Leoluca Orlando , e il candidato di Pdl e Udc, il giovane presidente del Coni Massimo Costa. Proprio nel Pd, fra quanti appoggiano l' ex idv Fabrizio Ferrandelli, c' è chi dà per certo l' aggancio dell'« Orlando furioso» con il trentenne schierato da un pezzo di centrodestra raccolto attorno ad Alfano e Cascio, Schifani e Micciché. «Vedrete, s' accordano per il ballottaggio», tuona Antonello Cracolici, presidente dei deputati Pd all' Assemblea regionale. Non mancano le smentite degli interessati, a cominciare da Orlando , ma voci e chiacchiere sovrastano una campagna elettorale che per sfondo ha una città dove la notte montagne di rifiuti diventano puzzolenti falò e di giorno le carte si mescolano con giocolieri pronti a irrompere e confondere. Come il rampollo di «don» Vito Ciancimino, lui, il vulcanico e per molti inaffidabile Massimo Ciancimino che, uscito dal carcere, con l' aria del professorino, dice addirittura di rivalutare suo padre «a confronto con i candidati di oggi», pronto a stupire: «Volevo votare per la Borsellino... Adesso c' è Orlando , scelgo lui e non ho difficoltà a dirlo. Rispetto agli altri ha una storia e un passato». Un abbraccio non richiesto, ma destinato a pompare i veleni mentre Gianfranco Micciché, il leader autonomista di Grande Sud, autocandidato alla presidenza della Regione, corregge il tiro: «Non esiste nessun accordo sotterraneo con Orlando , ma non posso negare che la sua candidatura ci favorisce...». Avanza così fra mercati e quartieri popolari come un carrarmato Orlando , mangiando pane e panelle, sorridendo alle massaie, rassicurando i disperati dell' Amia e di altre società gonfiate a dismisura come la Gesip. «Salvaci tu», gridano. E lui promette, appagato dal vecchio precario ignaro di riecheggiare il refrain di Ciancimino jr: «Gli altri sunnu pisciteddi (sono pesciolini)». Non se ne preoccupa Cracolici, grande sponsor di Ferrandelli con Giuseppe Lumia, l' ex presidente Antimafia, certo che Orlando conosca bene Massimo Costa dal primo vagito politico: «Fu il figlioccio dei berlusconiani a mandare dall' ex sindaco un certo Francesco Orlando , proprio un suo omonimo, per farlo candidare al consiglio comunale. Quello fu eletto e passò subito col centrodestra, alla Scilipoti, come spesso succede nei dintorni di Orlando »

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