(Da Avvenire) In tempi di crisi è necessario coltivare un approccio globale ai problemi che assillano l’Italia e il resto del mondo. Martedì, l’Istat ha reso noto che sono oltre 3,5 milioni gli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti nel nostro Paese. Si tratta di un dato, risalente al 1 gennaio 2011, nelle cui pieghe è nascosta una realtà sulla quale vale la pena riflettere. Ogni anno, infatti, decine di migliaia di immigrati qualificati entrano in Italia per poi dedicarsi a mansioni ben lontane dal loro profilo educativo e professionale. Ecco che allora vi sono laureati in fisica che fanno i portieri, specialisti in materie tecniche impiegati come badanti; insomma un vero esercito di competenze che alimentano un fenomeno internazionalmente noto come brain waste, 'spreco di cervelli'.

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