venerdì 30 marzo 2012

Mandanti 2.0. Il Governo vuole oscurare il web. Ma per non sporcarsi le mani delega l'Agcom

(da La Stampa) Il governo vuole delegare all’Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom) il potere di oscuramento dei siti italiani? E’ quello che sembrerebbe da una bozza che circola nelle sale del governo di cui siamo venuti in possesso ieri mattina da una fonte governativa e che abbiamo pubblicato sul nostro sito scatenando un putiferio sul Web. Questa bozza viene dagli uffici di Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex presidente dell’Antitrust. Tra i nuovi media (blog e social networks) è esplosa la polemica: «L’Agcom potrà censurare il Web», ha titolato Alessandro Longo nel suo blog ospitato su L’Espresso online. «Ignorate le normative europee, violati i principi fondamentali di libertà». E Il Nichilista: «Arriva l’Hadopi all’italiana?» riferendosi a un controverso provvedimento francese secondo il quale chi viola il diritto d’autore viene disconnesso da Internet. Secondo la bozza, Agcom ha il potere di disabilitare l’accessoaiservizi(cioèoscurarei siti) o di far rimuovere specifici contenuti che giudica violino il diritto d’autore. In sostanza, in Italia il potere di censurare il Web non è più in mano a un giudice – che sente le parti – ma a un’autorità amministrativa di nomina politica. Per di più la bozza - visto che non si può dare quel potere ad Agcom e lasciare in vita lenormeeuropeesulcommercio elettronico che tolgono ai fornitori Internet la responsabilità di quello che fanno i loro utenti - addirittura abrogherebbe gli articoli con cui l’Italia recepisce quelle norme. Formulata così la bozza attribuirebbe potere di vita e di morte ad Agcom sul Web italiano, oltre ad abolire le norme europee che ci proteggono dal rischio di trasformare i fornitori di Internet in poliziotti sulla Rete. Il timore dei difensori dei diritti degli utenti Internet è che passi un provvedimento che viola le libertà individuali sancite dalla Costituzione e dall’Europa. «È stato un autogol clamoroso», ha commentato Nicola D’Angelo, consigliere dell’Agcom noto per le sue posizioni minoritarie all’interno dell’Autorità. 

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