venerdì 30 marzo 2012

Trasparenza a convenienza. L'Antitrust rimprovera i ministri. Sconosciuti i redditi di un familiare su tre

(da La Repubblica) La pubblicità dei redditi, per il governo Monti, è ancora un´incompiuta. Perché se è vero che il premier e la sua squadra hanno presentato a metà febbraio, proprio a ridosso della scadenza dei termini previsti dalla legge, le proprie dichiarazioni patrimoniali, non altrettanto hanno fatto a tutt´oggi i loro parenti. Lo ha denunciato ieri, nel corso di un´audizione alla Camera, il presidente dell´ Antitrust Giovanni Pitruzzella: «Le dichiarazioni pervenute sono 173 su un totale di 247 familiari obbligati». Quasi il trenta per cento dei redditi richiesti, insomma, rimane oscuro. Per questa ragione, ha fatto sapere Pitruzzella, l´authority ha inviato note di sollecito ai familiari inadempienti. La legge prevede che siano depositate le situazioni patrimoniali di coniugi e parenti entro il secondo grado, allo scopo di verificare arricchimenti "sospetti" che potrebbero rivelare conflitti d´interessi di ministri e sottosegretari. Pitruzzella non ha rivelato chi manca ancora all´appello, ma si tratterebbe di congiunti di esponenti di governo non di primo piano. Di certo, il sito del governo non offre sotto questo punto di vista elementi confortanti. Il premier Mario Monti dà l´esempio, pubblicando oltre al proprio reddito (oltre un milione e mezzo di euro nel 2010) quello della moglie Elsa Altonioli, decisamente più basso: 20.894 euro. Non si sottrae alle comunicazioni sulla situazione patrimoniale della coniuge neppure il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca. Anche lui affianca al proprio reddito (160.484 euro l´anno scorso) quello della moglie, la portoricana Clarissa Borsford (24.004 euro). Per il resto, solo i sottosegretari Antonio Catricalà (presidenza) e Tullio Fanelli (Ambiente) fanno cenno sul web a redditi o proprietà dei congiunti. Non esattamente una prova di trasparenza a tutto tondo. Pitruzzella, nella sua relazione a Montecitorio, definisce «molto elevato» il numero delle situazioni di incompatibilità rimosse spontaneamente dai componenti del governo Monti o cessate su sollecitazione dell´authority. Le più rilevanti quelle dei ministri Profumo e Clini, che si sono dimessi in extremis dal Cnr e dall´Area science park. I casi di incompatibilità rimossi in fase preistruttoria sono stati 182, rispetto ai 120 del governo Berlusconi che pure vantava un numero di ministri superiore. Fenomeno che lo stesso presidente dell´ Antitrust attribuisce alla «particolare composizione dell´esecutivo in carica, fra i cui titolari non figurano membri del Parlamento». Ma Pitruzzella lancia l´allarme: «C´è ancora molto da fare per rendere la disciplina in materia di incompatibilità più efficace. La legge italiana rinuncia a prevenire la situazione di conflitto di interessi e lo affronta solo quando sorge, in modo assai complesso sotto il profilo dell´accertamento e del tutto inefficace sotto quello dell´enforcement».

Nessun commento:

Posta un commento