venerdì 27 aprile 2012

Allora è vero. La sinistra vuole silurare Monti. Ma è divisa tra interventisti e non belligeranti

(da Il Corriere della Sera) Molti erano convinti che fosse l' ennesima mossa mediatica del Cavaliere. Quell' insistere nel dire che il Pd voleva le elezioni a ottobre dava adito a qualche sospetto. Ma la storia vera è molto più semplice, anche se a tutta prima odora di fantapolitica. Le ultime mosse dei partiti, però, ci hanno abituato a questo e ad altro ancora e quello che fino a qualche tempo fa poteva sembrare assurdo è diventato normalità nello scacchiere immaginario di certi professionisti della politica. Insomma, per farla breve la storia è questa. Berlusconi, come del resto gli è già capitato altre volte persino in delicati vertici internazionali, non resiste alla tentazione di raccontare a compagni di partito o anche agli stessi giornalisti quello che gli è stato riferito in colloqui riservati e confidenziali. E proprio in una di queste conversazioni con un esponente più che autorevole del governo, all' ex presidente del Consiglio è stato detto che Massimo D' Alema ritiene che l' esecutivo Monti abbia esaurito la sua missione e che perciò non c' è nessun motivo per andare oltre ottobre prossimo perché il Paese ha bisogno di un governo politico. Berlusconi ha drizzato le orecchie e ha continuato ad ascoltare il resto del racconto. Il suo autorevole interlocutore gli ha spiegato che il presidente del Copasir va facendo questi discorsi un po' dovunque e per questo sono giunti a Palazzo Chigi, creando, com' era scontato, una grande fibrillazione. Il ragionamento di D' Alema, in sostanza, sarebbe questo: o si va alle elezioni inglobando Sel e alleandosi con l' Idv, oppure se si riesce a convincere Casini a fare una coalizione ci si tiene Nichi Vendola e si lascia per strada Antonio Di Pietro. È una voce, questa, che ormai rimbalza di corridoio in corridoio a Palazzo Montecitorio, tanto che sul nuovo sito Internet Il Retroscena , molto bene informato delle vicende del Pd, c' è una dichiarazione di Beppe Fioroni che suona così: «Se avessimo in tasca l' accordo con Casini e con Vendola che entra nelPd allora sarebbe una cosa. Ma non mi pare che ci sia aria, quindi lasciamo perdere». Già, il responsabile del Welfare del Partito democratico è, con Enrico Letta e Paolo Gentiloni, uno dei sostenitori delle elezioni a scadenza naturale. Per il vicesegretario le elezioni anticipate sarebbero una «follia», per Gentiloni «un suicidio». Ma il Pd, tanto per cambiare, è diviso. 

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