lunedì 23 aprile 2012

Solo tagli. Il Governo è convinto di poter ridurre ulteriormente i costi. E annuncia la spending review

(da Il Quotidiano Nazionale) La Spending review, ovvero la revisione della spesa pubblica, dovrebbe arrivare tra la fine del mese e i primi di maggio. Piero Giarda ci sta lavorando da gennaio. Cosa conterrà il primo capitolo del documento? A sentire lo stesso ministro per i Rapporti con il Parlamento non c' è da aspettarsi un particolare tesoretto', dopo che negli ultimi 3 anni sono stati bloccati gli stipendi pubblici, ridotta la spesa sanitaria, tagliate le spese per l' acquisto di beni e servizi. Inoltre i ministri stanno cercando di non ridimensionare le spese che li riguardano. IERI GIARDA ha fatto trapelare che comunque garantirà l' impegno a dare «credibilità» all' obiettivo del pareggio di bilancio rendendo effettivi i tagli ai ministeri, che in alcuni casi si sono trovati con debiti fuori bilancio perché erano stati loro imposti tagli lineari (una percentuale secca su tutte le spese) che ha colpito anche voci essenziali. A Monti il ministro ha però detto che spetta a Palazzo Chigi scegliere la direzione lungo cui muoversi. Cioè se fermarsi alla spending review (assicurando i tagli ai ministeri ancora non realizzati e dunque evitare nuove tasse) o andare oltre e decidere per ulteriori sforbiciate. Ma per questo «occorre una task force». Il Professore punta a ottenere di più e il titolare dello Sviluppo, Corrado Passera, pensa a un piano che potrebbe produrre 20-25 miliardi, «Lo spazio per ridurre i costi inutili c' è», dice uscendo dal Salone del mobile. Di più, secondo il ministro il governo troverà «già nel medio periodo» 100 miliardi per incidere sulla crescita con interventi su infrastrutture, lavori, riforme fiscali a favore delle aziende che investono». Quanto ai tagli della spesa ipotizza che le regioni meno efficienti si allenino alle migliori performance nel campo delle spese sanitarie. Poi si può andare a recuperare e mettere in comune gli investimenti nel campo dell' informatica. E' chiaro che ci sono delle resistenze. Bisogna dire dei no, bisogna dire che d' ora in avanti è un' altra cosa. Noi ci mettiamo la nostra parte con la possibilità di riversare poi questi risparmi ai cittadini».

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