(da Il Corriere della Sera) I salari degli italiani scivolano ancora più in fondo nella classifica stilata dall' Ocse, l' organizzazione parigina che raggruppa i paesi più industrializzati. Eravamo al ventiduesimo posto, ora siamo al ventitreesimo su 34 paesi membri. E non c' è bisogno di guardare le buste paga dei tedeschi per capire che il lavoratore italiano in media è malpagato. Anche i cittadini degli altri paesi alle prese con la crisi dei debiti sovrani stanno meglio di noi: guadagnano di più in Irlanda e anche in
Spagna. Caso a parte la Grecia, dove nel 2011 c' è stato un taglio secco del 25,3% degli stipendi. Tutta colpa del cuneo fiscale? In parte sicuramente sì, ma non solo. Sempre l' Ocse nel suo rapporto "Taxing wages 2011" ci fa sapere che il peso delle tasse in busta paga è aumentato dello 0,4%, arrivando alla bellezza del 47,6% (circa il 24% è a carico dei datori di lavoro). Come dire: poco meno della metà del nostro stipendio va via in tasse e contributi sociali. Eppure, nonostante l' incremento, siamo scesi di un gradino: dal quinto al sesto posto. Ci ha sorpassato l' Ungheria che in un solo colpo ha conquistato il podio piazzandosi al terzo posto. In quel di Budapest tasse e contributi in busta paga si mangiano il 49,4% dello stipendio. Al primo posto c' è il Belgio, che supera abbondantemente la metà (55,5%), seguito dalla Germania (49,8%). Dopo l' Ungheria c' è la Francia (49,4%), poi c' è l' Austria e al sesto posto l' Italia. La media Ocse è al 35,3%. Come si vede ci sono paesi dove le tasse in busta paga sono più alte rispetto all' Italia, ma il salario netto che arriva in tasca al lavoratore resta comunque molto più consistente rispetto a quanto accade a un italiano.
Spagna. Caso a parte la Grecia, dove nel 2011 c' è stato un taglio secco del 25,3% degli stipendi. Tutta colpa del cuneo fiscale? In parte sicuramente sì, ma non solo. Sempre l' Ocse nel suo rapporto "Taxing wages 2011" ci fa sapere che il peso delle tasse in busta paga è aumentato dello 0,4%, arrivando alla bellezza del 47,6% (circa il 24% è a carico dei datori di lavoro). Come dire: poco meno della metà del nostro stipendio va via in tasse e contributi sociali. Eppure, nonostante l' incremento, siamo scesi di un gradino: dal quinto al sesto posto. Ci ha sorpassato l' Ungheria che in un solo colpo ha conquistato il podio piazzandosi al terzo posto. In quel di Budapest tasse e contributi in busta paga si mangiano il 49,4% dello stipendio. Al primo posto c' è il Belgio, che supera abbondantemente la metà (55,5%), seguito dalla Germania (49,8%). Dopo l' Ungheria c' è la Francia (49,4%), poi c' è l' Austria e al sesto posto l' Italia. La media Ocse è al 35,3%. Come si vede ci sono paesi dove le tasse in busta paga sono più alte rispetto all' Italia, ma il salario netto che arriva in tasca al lavoratore resta comunque molto più consistente rispetto a quanto accade a un italiano.

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