giovedì 19 aprile 2012

Sinistre speculazioni. Il Cav. per evitarle rinuncia al pranzo con Monti. Mossa azzeccata

(da Il Corriere della Sera) La sua leadership val bene un pranzo. Perciò il Cavaliere ha cancellato l' appuntamento con il Professore, per non cadere in quella che ai suoi occhi si era trasformata in «una trappola», in un' operazione da «divide et impera» messa in atto da Monti, e che lo avrebbe danneggiato. Perché se Berlusconi avesse varcato il portone di Palazzo Chigi, si sarebbe esposto ancora una volta alle critiche sul conflitto d' interessi, avrebbe avvalorato la tesi di chi lo ritiene pronto a far saltare il banco pur di salvare le
aziende, e avrebbe plasticamente delegittimato Alfano, sconfessandone il ruolo di mediatore con il premier e depotenziando così la sua battaglia sul fronte economico contro «i nuovi balzelli». Per quanto possa apparire paradossale, è proprio innalzando la temperatura politica che il Cavaliere dimostra di non volere le elezioni anticipate, perché alimentando le voci sul voto a ottobre riesce a tenere unito il Pdl, dove ormai sono in molti a premere per la fine anticipata della legislatura. In realtà Berlusconi ha ancora bisogno di Monti e non esclude di poter puntare in futuro su di lui. Ma siccome anche Monti ha bisogno di Berlusconi, e ne ha bisogno adesso, il gioco di ieri è stato un saggio del braccio di ferro sulle regole di ingaggio, su chi tra i due può fissare le condizioni. E non c' è dubbio che le ultime condizioni poste dal governo, su molti temi, non sono piaciute all' ex premier. La decisione di disertare il rendez-vous a Palazzo Chigi, Berlusconi l' aveva presa già nella nottata di martedì, dopo un colloquio con Alfano. Il segretario del Pdl, terminato il vertice con Monti, si era recato a palazzo Grazioli per riferire al Cavaliere l' esito dell' incontro di «maggioranza»: «La situazione è molto critica su tutti i fronti», era stato l' incipit. Sulla materia economica il Professore non aveva offerto margini alle richieste del partito, e le norme sulla giustizia illustrate dal Guardasigilli facevano prospettare uno scenario drammatico per le sorti di autorevoli esponenti del centrodestra. Quanto al nodo delle frequenze, Alfano aveva raccontato al Cavaliere di un burrascoso faccia a faccia con il ministro dello Sviluppo, Passera, avvenuto in una saletta attigua alla stanza del premier. È stato allora che il disappunto di Berlusconi si è tramutato in una smorfia, è stato a quel punto che ha preannunciato di non voler più incontrare il premier. La mossa è tattica, per la strategia bisognerà attendere maggio, quando si calcoleranno insieme il risultato delle amministrative e gli ultimi sondaggi sull' umore dell' opinione pubblica colpita dall'«effetto Imu».

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