venerdì 13 aprile 2012

Trovato l'accordo sulla riforma costituzionale. Ma sul porcellum è impasse

(da Il Sole 24 Ore) Taglio dei parlamentari, più poteri al premier, introduzione del meccanismo della sfiducia costruttiva, superamento del bicameralismo perfetto con uno snellimento considerevole dell' iter delle leggi . La riforma costituzionale targata Pdl-Pd-Udc è pronta: nero su bianco (nove gli articoli della Costituzione modificati), il testo è stato consegnato ieri ai gruppi parlamentari del Senato. Ora tocca al presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama Carlo Virzì (Pdl), che sarà relatore, presentare una serie di emendamenti soppressivi ai Ddl già incardinati a Palazzo Madama e, infine, il nuovo testo. Il tutto per accelerare l' iter di una riforma costituzionale per la quale i tempi sono già strettissimi, dal momento del deve avere la doppia approvazione da parte di entrambe le Camere con una pausa di sei mesi. Da qui anche la decisione di far partire il carro della riforma costituzionale, nonostante l' accordo sulla legge elettorale stenti ancora a prendere forma definitiva: essendo una legge ordinaria, quella elettorale può anche aspettare che il clima politico si svelenisca all' indomani delle vicine amministrative di maggio. Intanto deve partire il treno della riforma costituzionale. «Se sarà il caso lavoreremo in commissione anche il lunedì e tutto il giovedì, ma ce la dobbiamo fare», dice il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, uno degli "sherpa" incaricati dai leader dei tre partiti di trovare la quadra su riforma costituzionale e nuova legge elettorale . Assieme a Luciano Violante del Pd - che con il via libera di ieri alla riforma costituzionale ha anche la soddisfazione di vedere realizzata in parte la famosa "bozza Violante" di cui si discute da due legislature - e Ferdinando Adornato dell' Udc. Questi i punti salienti della riforma costituzionale "archiviata" ieri: il numero dei deputati scende da 630 a 508, 8 dei quali eletti all' estero, e quello dei senatori da 315 a 254, 4 dei quali eletti all' estero. Si abbassa inoltre l' età dell' elettorato passivo: 21 anni alla Camera (da 25) e 35 al Senato (da 40). Importante il superamento del bicameralismo perfetto, che diventa "eventuale". I disegni di legge sono presentati al presidente di una delle due Camere : a Montecitorio quelli che riguardano le materie di legislazione esclusiva dello Stato, a Palazzo Madama quelli di competenza concorrente. Il Ddl si intende approvato se entro 15 giorni non ne viene chiesto il riesame su proposta di un terzo dei componenti dell' altra Camera. Più poteri al premier, infine, che può chiedere la nomina e la revoca dei ministri. E introduzione del meccanismo della sfiducia costruttiva. Quanto alla legge elettorale , la discussione sul modello misto tedesco-spagnolo messo a punto da Violante si è incagliata in sostanza sulla quantità di maggioritario da immettere nel proporzionale alla tedesca con sbarramento al 5%.

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