(da La Padania) «Lascio seguendo l' esempio di Umberto Bossi». Con queste parole Davide Boni ha spiegato la sua decisione di lasciare la presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. L' esponente del Carroccio, raggiunto un mese fa da un avviso di garanzia per un presunto giro di tangenti, aveva subito rimesso il suo mandato nelle mani dei vertici della Lega Nord. Dimissioni sempre rifiutate, come ha fatto, ancora l' altro giorno, il triunvirato che guida il movimento fino al prossimo congresso federale di giugno.
«Questa è la dimostrazione che la Lega non è uguale agli altri, le mie dimissioni lo dimostrano. Io sono estraneo ai fatti a me contestati. La magistratura ha i suoi tempi ha detto Boni di fronte ai giornalisti - purtroppo però i tempi della giustizia non sono come i tempi mediatici. Fosse per me vorrei che tutto potesse essere chiarito oggi stesso, ma purtroppo non è così. Sono sereno e fiducioso nel lavoro dei magistrati, che chiarirà la mia estraneità ai fatti contestati». Boni contestualmente lascia anche la guida della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali, ma rimane consigliere regionale. «Torno nella mia seconda famiglia, ossia nel gruppo della Lega al Pirellone», ha sottolineato promettendo un ancor più forte impegno politico sul territorio: «Avendo un ruolo istituzionale mi mancava la politica fatta sul campo», ha riconosciuto. Adesso tornerò anche fare i comizi. Sono molto sereno, quindi, anche perchè questa cosa mi dà la possibilità di muovermi in maniera diversa».
«Questa è la dimostrazione che la Lega non è uguale agli altri, le mie dimissioni lo dimostrano. Io sono estraneo ai fatti a me contestati. La magistratura ha i suoi tempi ha detto Boni di fronte ai giornalisti - purtroppo però i tempi della giustizia non sono come i tempi mediatici. Fosse per me vorrei che tutto potesse essere chiarito oggi stesso, ma purtroppo non è così. Sono sereno e fiducioso nel lavoro dei magistrati, che chiarirà la mia estraneità ai fatti contestati». Boni contestualmente lascia anche la guida della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali, ma rimane consigliere regionale. «Torno nella mia seconda famiglia, ossia nel gruppo della Lega al Pirellone», ha sottolineato promettendo un ancor più forte impegno politico sul territorio: «Avendo un ruolo istituzionale mi mancava la politica fatta sul campo», ha riconosciuto. Adesso tornerò anche fare i comizi. Sono molto sereno, quindi, anche perchè questa cosa mi dà la possibilità di muovermi in maniera diversa».

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