martedì 24 aprile 2012

Nel Pdl si allarga la corrente anti-Monti guidata da Brunetta. Obiettivo? Mandare a casa l'economia dei tecnici

(da Libero) Silvio Berlusconi continua a ripetere che il suo appoggio al governo di Mario Monti sarà leale fino al 2013. Dice così perché è abituato a rispettare i patti e, anche, perché la sua prossima creatura, il Pdl «rivoluzionario» che ha messo in cantiere, ha bisogno di mesi per rodare, tempo per stringere alleanze. Per questa ragione a Palazzo Grazioli si assiste con preoccupazione al nuovo tonfo dell’economia. Angelino Alfano ha schierato il partito contro ogni nuovo aumento delle tasse, chiede la cancellazione dell’Imu e chiede tutele per le piccole e medie imprese. Qualcuno nel Pdl, come Renato Brunetta, suggerisce però di accelerare la fine del governo, di “rottamare” la politica economica dei tecnici, che non sta dando i risultati sperati: «Io il Def, così com’è, non lo voto». Nessun investimento per la crescita, troppe tasse. «Le politiche economiche rigorose, restrittive non bastano più», spiega l’ex ministro. Non è solo: «Totalmente d’accordo, farò lo stesso», gli fa eco un altro economista, l’ex sottosegretario Guido Crosetto. Toccherà a Monti scegliere se modificare il testo o mettere, come ha fatto ieri sul fisco, la fiducia e perdere altri voti. 

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