lunedì 23 aprile 2012

Gli indagati del Pd sono sempre meno indagati degli altri. Lo dimostra il nuovo caso montato contro Marco Milanese

(Corriere della Sera) Sono quelle scelte che di solito meritano tre righe a fondo pagina. Ma stavolta la storia è molto diversa, i nomi interessanti, il retroscena ancora di più. E infatti già si intravede una retromarcia a tempo di record. Alla Camera arriva il Def, il Documento di economia e finanza che disegna gli scenari (grigi) da qui al 2015. Il testo deve passare anche sul tavolo della commissione Politiche comunitarie, chiamata a dare un parere sulla compatibilità con le regole di Bruxelles.
Da regolamento il presidente della commissione - Mario Pescante, Pdl - nomina il relatore, il deputato che guiderà il dibattito. E la scelta cade su Marco Milanese, sì proprio lui, l' ex consigliere politico di Giulio Tremonti, indagato nell' inchiesta sugli appalti dell' Enav e sulla P4, per il quale la Camera ha negato l' autorizzazione all' arresto. Il caso esplode dopo le proteste del Pd: «È una nomina inopportuna», attacca Stefano Fassina, responsabile economia del partito. Che chiama in causa soprattutto chi ha firmato la decisione: «Il presidente Pescante dovrebbe ricordarsi della grave vicenda processuale che coinvolge Milanese. Quella commissione ha tante competenze dalle quali attingere, il riconoscimento che viene attribuito a Milanese è davvero eccessivo». Lui, Milanese, cade dalle nuvole: «Davvero? Non sapevo di queste critiche - risponde al telefono - mi sembra una polemica fuori luogo». Perché fuori luogo? «Non vedo cosa c' entri la mia vicenda giudiziaria con il parere di una commissione che non entra nel merito, si limita a verificare la compatibilità con il quadro comunitario, e dà un parere non vincolante. Andiamo...». Resta la questione dell' opportunità. «Potrei capire se si trattasse di un disegno di legge sulla giustizia e poi, scusi, il relatore non decide un bel niente, alla fine è la commissione a votare».

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