(Corriere della Sera) Sono quelle scelte che di solito meritano tre righe a fondo pagina. Ma stavolta la storia è molto diversa, i nomi interessanti, il retroscena ancora di più. E infatti già si intravede una retromarcia a tempo di record. Alla Camera arriva il Def, il Documento di economia e finanza che disegna gli scenari (grigi) da qui al 2015. Il testo deve passare anche sul tavolo della commissione Politiche comunitarie, chiamata a dare un parere sulla compatibilità con le regole di Bruxelles.
Da regolamento il presidente della commissione - Mario Pescante, Pdl - nomina il relatore, il deputato che guiderà il dibattito. E la scelta cade su Marco Milanese, sì proprio lui, l' ex consigliere politico di Giulio Tremonti, indagato nell' inchiesta sugli appalti dell' Enav e sulla P4, per il quale la Camera ha negato l' autorizzazione all' arresto. Il caso esplode dopo le proteste del Pd: «È una nomina inopportuna», attacca Stefano Fassina, responsabile economia del partito. Che chiama in causa soprattutto chi ha firmato la decisione: «Il presidente Pescante dovrebbe ricordarsi della grave vicenda processuale che coinvolge Milanese. Quella commissione ha tante competenze dalle quali attingere, il riconoscimento che viene attribuito a Milanese è davvero eccessivo». Lui, Milanese, cade dalle nuvole: «Davvero? Non sapevo di queste critiche - risponde al telefono - mi sembra una polemica fuori luogo». Perché fuori luogo? «Non vedo cosa c' entri la mia vicenda giudiziaria con il parere di una commissione che non entra nel merito, si limita a verificare la compatibilità con il quadro comunitario, e dà un parere non vincolante. Andiamo...». Resta la questione dell' opportunità. «Potrei capire se si trattasse di un disegno di legge sulla giustizia e poi, scusi, il relatore non decide un bel niente, alla fine è la commissione a votare».
Da regolamento il presidente della commissione - Mario Pescante, Pdl - nomina il relatore, il deputato che guiderà il dibattito. E la scelta cade su Marco Milanese, sì proprio lui, l' ex consigliere politico di Giulio Tremonti, indagato nell' inchiesta sugli appalti dell' Enav e sulla P4, per il quale la Camera ha negato l' autorizzazione all' arresto. Il caso esplode dopo le proteste del Pd: «È una nomina inopportuna», attacca Stefano Fassina, responsabile economia del partito. Che chiama in causa soprattutto chi ha firmato la decisione: «Il presidente Pescante dovrebbe ricordarsi della grave vicenda processuale che coinvolge Milanese. Quella commissione ha tante competenze dalle quali attingere, il riconoscimento che viene attribuito a Milanese è davvero eccessivo». Lui, Milanese, cade dalle nuvole: «Davvero? Non sapevo di queste critiche - risponde al telefono - mi sembra una polemica fuori luogo». Perché fuori luogo? «Non vedo cosa c' entri la mia vicenda giudiziaria con il parere di una commissione che non entra nel merito, si limita a verificare la compatibilità con il quadro comunitario, e dà un parere non vincolante. Andiamo...». Resta la questione dell' opportunità. «Potrei capire se si trattasse di un disegno di legge sulla giustizia e poi, scusi, il relatore non decide un bel niente, alla fine è la commissione a votare».

Nessun commento:
Posta un commento