(da Italia Oggi) Ve lo immaginate Beppe Grillo terzo leader politico dopo Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano? Lui arringa la sua folla: saremo la terza forza. Forse pecca d' ottimismo ma se la crisi leghista colpirà duro e il nuovo partito di Pier Ferdinando Casini faticherà a decollare (magari a causa della concorrenza dell' Italia Futura di Luca di Montezemolo) la politica italiana potrebbe davvero ritrovarsi con un istrionico comico sul podio. In ogni caso lui si gode questa fase di popolarità politica e poiché i suoi
sono show più che comizi e andarlo a sentire in piazza è gratuito (mentre nei teatri si paga) ecco che la gente accorre e si diverte. Lo voteranno anche? In vista delle amministrative di maggio sta facendo la sua tournèe politica, batte a tappeto la Penisola, in un solo giorno, in Emilia, si è esibito a Piacenza e Parma. Piazze piene. Lui arriva (maglione scuro e quell' aspetto trasandato che fa tanto radical chic) in camper e dice: «me l' ha pagato qualcuno ma non so chi è». Incominciano le risate. Anche lui però s' è strutturato da politico: servizio d' ordine, palco transennato per evitare un afflato troppo ravvicinato dei supporter, cordone di sicurezza per tenere lontano i giornalisti che gli vogliono chiedere sul maldipancia che proprio in Emilia ha colpito il suo movimento dopo che ha defenestrato uno dei leader e bastonato altri. Ma lui da questo orecchio non ci sente. Meglio attaccare. Tutti. Perché per lui sono tutti uguali: Alfano, Casini, Bersani, Di Pietro («saranno costretti a fare lavori socialmente utili dopo la nostra rivoluzione»). In questa tappa emiliana ce l' ha in particolare con Nichi Vendola, che gli ha dato del qualunquista. «Abbiamo contribuito a farlo eleggere perché era contro la privatizzazione del grande acquedotto pugliese», dice, «ma una volta eletto presidente della Regione che ha fatto? Ha fatto costruire 5 inceneritori alla Marcegaglia, che era così contenta che se lo voleva fare, ma lui niente».
sono show più che comizi e andarlo a sentire in piazza è gratuito (mentre nei teatri si paga) ecco che la gente accorre e si diverte. Lo voteranno anche? In vista delle amministrative di maggio sta facendo la sua tournèe politica, batte a tappeto la Penisola, in un solo giorno, in Emilia, si è esibito a Piacenza e Parma. Piazze piene. Lui arriva (maglione scuro e quell' aspetto trasandato che fa tanto radical chic) in camper e dice: «me l' ha pagato qualcuno ma non so chi è». Incominciano le risate. Anche lui però s' è strutturato da politico: servizio d' ordine, palco transennato per evitare un afflato troppo ravvicinato dei supporter, cordone di sicurezza per tenere lontano i giornalisti che gli vogliono chiedere sul maldipancia che proprio in Emilia ha colpito il suo movimento dopo che ha defenestrato uno dei leader e bastonato altri. Ma lui da questo orecchio non ci sente. Meglio attaccare. Tutti. Perché per lui sono tutti uguali: Alfano, Casini, Bersani, Di Pietro («saranno costretti a fare lavori socialmente utili dopo la nostra rivoluzione»). In questa tappa emiliana ce l' ha in particolare con Nichi Vendola, che gli ha dato del qualunquista. «Abbiamo contribuito a farlo eleggere perché era contro la privatizzazione del grande acquedotto pugliese», dice, «ma una volta eletto presidente della Regione che ha fatto? Ha fatto costruire 5 inceneritori alla Marcegaglia, che era così contenta che se lo voleva fare, ma lui niente».

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