(da La Stampa) L' Europa deve fare ancora molto per risolvere i suoi problemi finanziari, ma ha i mezzi per riuscirci». Questa esortazione diretta, quasi una strigliata, viene da Alan Krueger, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca. La lancia alla fine di una tavola rotonda organizzata dalla Columbia University, per presentare il nuovo Center on Global Economic Governance, da cui esce un appello unanime affinché il Vecchio Continente passi dalla via dell' austerità seguita finora, ad un impegno più deciso per favorire liquidità e crescita. Krueger, alla sua prima uscita ufficiale a New York, è venuto a parlare dei programmi del presidente Obama per risolvere la crisi occupazionale che sta affossando la classe media. Ricorda che il problema era esploso prima dell' arrivo della sua amministrazione, con 5 milioni di posti persi nel 2008, e 4 dopo il giuramento del nuovo capo della Casa Bianca. Una crisi strutturale, cominciata nel 2000. Dice che «iniziamo a vedere un cammino per invertire la tendenza», perché il settore privato ha creato lavoro per 25 mesi consecutivi, assumendo 4,1 milioni di persone. La strategia per costruire su questi risultati, ancora insufficienti, si basa su due pilastri: difesa, come quella che ha salvato aziende tipo Chrysler e General Motors, e attacco. L' offensiva punta a rafforzare il settore manifatturiero, offrendo agevolazioni fiscali e combattendo i concorrenti sleali come la Cina. La Casa Bianca nota che è in corso un fenomeno chiamato "reshoring": le aziende americane tornano a operare negli Usa, perché la produttività è più alta e i costi del lavoro stanno salendo velocemente anche in Cina.

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