(da Il Corriere della Sera)«Venga, venga. Le vede le pareti color del sole che eliminano l' effetto ospedale? Le stanze: tutte da uno o due letti. La tv, l' aria condizionata, il bagno in camera. Lo vede il monitor per seguire il decorso post operatorio come in terapia intensiva? Ne abbiamo otto. E questa è la sala diagnostica avanzata e la sala videoconferenze, dove ci siamo collegati con i migliori oncologi al mondo, inclusa Valerie Rush di New York per un innovativo confronto internazionale». Eccolo il reparto di eccellenza di chirurgia toracica dell' ospedale San Paolo di Bari. Lo mostra con entusiasmo rabbioso il professor Paolo Sardelli che secondo la procura di Bari sarebbe stato favorito nella nomina a primario dal presidente della Regione Nichi Vendola (con pressioni per riaprire i termini del concorso in modo da consentirgli di presentare domanda). Sardelli scuote la testa: «Ma quali favoritismi? Io non ero amico di Vendola. Ero l' unico dei candidati ad aver già svolto per sei anni il ruolo di primario a Foggia dove arrivai nel 2004 sotto Fitto, trovai il policlinico in condizioni disastrose e gliele raccontai. Lui mi fece iniziare subito i lavori e nel 2007 feci il primo trapianto di aorta da cadavere in collaborazione con Barcellona. Fu allora che Vendola mi chiamò per la prima volta e mi fece i complimenti. E mi vollero qui per ripetere quell' esperienza». A costo di riaprire i termini del concorso? «Io non avevo partecipato al primo bando non perché nutrissi altre mire per il Di Venere. Ma perché il reparto di chirurgia toracica del San Paolo era a livello del Congo. Per essere tra i candidati posi come condizione che venisse ristrutturato come Foggia. E ora non chiedo altro che lo si venga a visitare».

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