(Italia Oggi) Antonio Di Pietro di aule di tribunale se ne intende perciò è sicuro di vincere la strana causa che ha intentato a un suo ex-compagno di partito e che sarà discussa in luglio nel palazzo di giustizia di Reggio Emilia. Dagli atti che ha fatto depositare si scopre una singolare procedura che l' Idv mette in atto nei confronti dei propri candidati che inserisce nelle liste elettorali. Essi, insieme all' accettazione della candidatura, prevista dalla legge come documento indispensabile per la presentazione della lista, debbono anche sottoscrivere un altro documento, interno e riservato, in cui si impegnano, in caso il loro mandato si interrompa per dimissioni, espulsione, qualsiasi altro motivo non attinente la sfera di salute, a pagare all' amministrazione dell' Idv una penale di 100 mila euro. Non solo. Il candidato si impegna anche e versare, per l' intero mandato, 3.500 euro al mese come rimborso delle spese elettorali a suo tempo sostenute dall' Idv, che vengono però ridotte a 1.500 euro iscrivendosi al partito. Quindi se uno è iscritto all' Idv deve versare 1.500 euro, se non si iscrive o se ne va 3.500 al mese oltre alla penale di 100 mila. Per l' Idv è una sorta di assicurazione: ti candidiamo ma se poi te ne vai ci devi almeno dare il malloppo poiché la tua elezione ci è costata e le spese elettorali, si sa, corrono. O firmi, o niente candidatura. Così Matteo Riva, consigliere comunale a Reggio Emilia e consigliere regionale a Bologna, s' è visto notificare il conto quando ha bisticciato con Di Pietro, rotto con l' Idv e si è iscritto al gruppo misto della Regione. Di Pietro non ha battuto ciglio, ha preso atto del divorzio e inviato l' ingiunzione di
pagamento: 130 mila euro. Da Riva vuole infatti 100 mila euro di penale e 30 mila euro di contributi mensili. Il consigliere a suo tempo firmò e l' atto è ora nelle mani del magistrato. Ma il firmatario lo definisce illegittimo. In tribunale sarà guerra.
pagamento: 130 mila euro. Da Riva vuole infatti 100 mila euro di penale e 30 mila euro di contributi mensili. Il consigliere a suo tempo firmò e l' atto è ora nelle mani del magistrato. Ma il firmatario lo definisce illegittimo. In tribunale sarà guerra.

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