(da Il Giornale di Sicilia). Non è ancora il segretario, ma ha preso decisamente in mano le redini: Roberto Maroni continua ad essere l' uomo-immagine del Carroccio, da quando Umberto Bossi si è dimesso la settimana scorsa, travolto dalle inchieste giudiziarie. Martedì è stato l' unico a parlare insieme al senatur dal palco di Bergamo. Ieri l' ex ministro dell' Interno - e non Roberto Calderoli o Manuela Dal Lago, che con lui reggono la segreteria - si è presentato in Procura a Milano per parlare con i pm che indagano sui fondi della Lega Nord e offrire collaborazione e la piena disponibilità di documenti. Aggiungendo che, se ci sarà un processo, il partito si costituirà parte civile. E Umberto lo sostiene: Bobo Maroni dai Pm ma i tempi della politica non possono essere decisi dai magistrati, afferma facendo un appello contro chi soffia sul fuoco delle divisioni. Maroni ha sorriso, quando gli hanno chiesto se andava dai giudici a nome dei triunviri. Sono qui in rappresentanza della Lega con il nuovo amministratore Stefano Stefaniha risposto. Con gli altri due reggenti però questa mattina Maroni era nella sede della Lega di via Bellerio (dove sono andati anche il sindaco di Verona Flavio Tosi e il segretario della Liga Veneta Gian Paolo Gobbo). Il lavoro da fare è tanto per andare a fondo con la pulizia che ha invocato ieri dal palco bergamasco e che la platea ha chiesto a gran voce.

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