giovedì 19 aprile 2012

Improbabili retromarce. D'Alema torna indietro su Monti. Da gigante a studente

(da Il Fatto Quotidiano) Il crudele disincanto per il loden verde di Mario Monti adesso lambisce anche le sponde dalemiane, simboleggiate da quella camera di compensazione bipartisan incline all' inciucio che è Italianieuropei. L' ultimo numero della rivista pubblicata dalla Fondazione di Massimo D' Alema e Giuliano Amato, dedicato alla "politica in Purgatorio", suona infatti come una bocciatura senza appello del Professore bocconiano chiamato dal capo dello Stato dopo le dimissioni del Cavaliere da premier.
Toni completamente opposti a quelli del novembre scorso, quando Monti, per lo stesso D' Alema, era "una grande occasione per il Paese" e soprattutto serviva a scongiurare lo spettro delle elezioni anticipate sotto sotto sognate dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Si comincia proprio con l' ex Generale Massimo. Il suo editoriale ha un titolo solenne, da grandi occasioni: "A cosa serve la politica". Il punto interrogativo alla fine non c' è. La lezione dalemiana è assertiva, senza tentennamenti. La contrapposizione è con la tecnocrazia e Monti viene ridotto a una parentesi della Storia dopo che per mesi, all' interno del Pd, ci si è baloccati con il gioco della Grande Coalizione permanente, da qui all' eternità passando per il 2013. Stavolta D' Alema si distanzia dai grancoalizionisti dichiarati come Enrico Letta e Walter Veltroni e si riscopre persino comunista, come lo ha sfottuto qualche giorno fa sul "Fatto" il suo vecchio amico Fabrizio Rondolino.

Nessun commento:

Posta un commento