venerdì 20 aprile 2012

Si lavora poco, lo si cerca meno. I dati allarmanti dell'istat. Cinque milioni inattivi in Italia

(da La Stampa)Per l' Istat gli italiani inattivi sono ormai l' 11,6 per cento, quattro volte di più della media europea Antonio Signorini Roma L' Italia è l' unico Paese europeo dove ci sono più inattivi che disoccupati. Tradotto dallo statistichese all' italiano, siamo gli unici dove i classici senza lavoro, quelli che un impiego lo cercano, sono meno rispetto a quelli che hanno rinunciato: non mandano curriculum,ignorano i centri per l' impiego e non consultano più gli annunci. Ma è anche vero che, insistendo e scavando nelle intenzioni, la gran parte di questi è sì scoraggiata, ma è anche disponibile a lavorare.
Peculiarità del Belpaese e, forse, più in generale, di un mercato del lavoro ingessato che, spiega il giuslavorista Michele Tiraboschi, rischia di peggiorare. «Il governo si appresta a varare una riforma dove esiste solo il lavoro dipendente a tempo indeterminato. E non si è accorto che l' Italia è fatta di lavoro nero, disoccupati e inoccupati. Persone poco qualificate che fanno fatica a rientrare. Colpire i contratti a termine, quelli di inserimento significa proprio penalizzare i più deboli. I dati sugli inoccupati dovrebbero servire da monito al governo, che si appresta a colpire milioni di persone con la riforma». L' Istat ha quantificato dei diversi gruppi di senza lavoro. Gli inattivi che sono disponibili a lavorare sono 2 milioni 897 mila, in aumento del 4,8%rispetto all' anno precedente. Non erano mai stati così tanti dal 2004. I disoccupati in senso stretto, cioè attivamente impegnati a cercare un impiego, sono 2 milioni 108mila. Nel resto dell' Europa gli inattivi sono appena la metà dei disoccupati. Ancora più netta la distanza del-l' Italia dal resto dell' Europa se si considera la quota di inattivi rispetto alle forze di lavoro: 11,6% contro una media Ue del 3,6%. Il gruppo degli inattivi è fortemente caratterizzato dal fenomeno dello scoraggiamento: il 43 per cento ( circa 1,2 milioni di unità) dichiara di non aver cercato un impiego perché convinto di non riuscire a trovarlo. Ma questo non significa che non siano disposti ad accettarne uno.

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