(da Il Sole 24 Ore). Ancora a tarda serata era dato per certo. La sorpresa dell' ultima ora è invece che il fondo per il taglio delle tasse non c' è. La delega uscita da Palazzo Chigi vede scomparire una novità del testo su cui erano in pochi (fra gli stessi ministri) a dubitare. Non solo. Anche la tanto annunciata "carbon tax" verrà rivista e corretta prima del suo approdo definitivo all' esame delle Camere. Niente, dunque. Nel comunicato del Governo, la previsione iniziale si annacqua in una sorta di generica dichiarazione di intenti
(«razionalizzare il prelievo in funzione dell' equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all' interno dei singoli comparti»). Ben altra cosa rispetto alla bozza presentata ai ministri su cui aveva lavorato sino all' ultimo il sottosegretario all' Economia Vieri Ceriani. E che prevedeva un impegno da parte dell' Esecutivo a dirigere il gettito conseguente alla riduzione dell' evasione in «un apposito fondo strutturale» destinato a finanziare sgravi fiscali, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità. Nei corridoi si racconta di una discussione contrastata all' interno del Consiglio, attorno alla norma che ha diviso i ministri fra alcuni, propensi a fare il passo simbolico, e altri decisamente più cauti sulla linea di apertura. «Meglio non vendere la pelle dell' orso prima del tempo», è stata la battuta usata per spegnere ogni estremo tentativo di condurre in porto il fondo taglia-tasse. Con il premier Monti intento ancora una volta a ribadire la serietà e il senso della misura necessari nell' azione di riforma del Governo.
(«razionalizzare il prelievo in funzione dell' equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all' interno dei singoli comparti»). Ben altra cosa rispetto alla bozza presentata ai ministri su cui aveva lavorato sino all' ultimo il sottosegretario all' Economia Vieri Ceriani. E che prevedeva un impegno da parte dell' Esecutivo a dirigere il gettito conseguente alla riduzione dell' evasione in «un apposito fondo strutturale» destinato a finanziare sgravi fiscali, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità. Nei corridoi si racconta di una discussione contrastata all' interno del Consiglio, attorno alla norma che ha diviso i ministri fra alcuni, propensi a fare il passo simbolico, e altri decisamente più cauti sulla linea di apertura. «Meglio non vendere la pelle dell' orso prima del tempo», è stata la battuta usata per spegnere ogni estremo tentativo di condurre in porto il fondo taglia-tasse. Con il premier Monti intento ancora una volta a ribadire la serietà e il senso della misura necessari nell' azione di riforma del Governo.

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