martedì 10 aprile 2012

Monti ai suoi: sul Finanziamento ai Partiti nessuno intervenga devono risolvere in Parlamento

(da Avvenire). La vicenda leghista è stata l’ultimo tsunami che ha investito i partiti in ordi­ne di tempo e a rimanerne sconcertati sono stati soprat­tutto i tecnici del governo. Ma proprio per l’imponenza della vicenda e per i risvolti che ri­schia di avere, Mario Monti è parso subito deciso: sull’argo­mento nessun commento e nessuna indiscrezione da Pa­lazzo Chigi. Si tratta di una questione politica, la soluzio­ne deve essere trovata all’in­terno del Parlamento. Il premier non raccoglie le ri­chieste di chi parla di un de­creto legge del governo, per riformare la normativa sul fi­nanziamento pubblico dei partiti. Nel suo esecutivo, già il ministro della Giustizia Paola Severino sta lavorando al testo per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione sui partiti politici. Sul nodo dei soldi, in­somma, meglio non entrare, spiega ai suoi. Gli ordini di scuderia, dunque, sono quelli di intervenire solo su espressa richiesta dei parti­ti, in accordo con il Quirinale. Anche perché il decreto po­trebbe essere contestato dal punto di vista della costituzio­nalità, in quanto occorrerebbe dimostrarne la necessità non­ché l’urgenza. E se pure il lea­der dell’Udc Pier Ferdinando Casini abbia sottolineato che esistono entrambi i requisiti, la frenata brusca imposta dal Pdl mette in guardia Mario Monti, deciso a mantenere compatta la sua maggioranza, evitando possibili motivi di frattura.

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