martedì 17 aprile 2012

L'alfabeto della politica trova l'accordo sui rimborsi. Più trasparenza ma nessun taglio

(da Avvenire) Nessuna rinuncia dal sapore demagogico: i partiti di maggioranza non intendono abolire il finanziamento pubblico. Sarebbe anzi, dicono ABC, «un errore drammatico», perché «punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobby». Piuttosto, Alfano, Bersani e Casini chiedono norme certe e chiare per regolamentarlo. E lo fanno riprendendo quello che era stato proposto come emendamento al decreto fiscale, dichiarato inammissibile la scorsa settimana.
Un solo articolo composto di nove commi, in cui non si mette nero su bianco l' entità dei finanziamenti, da definire invece nella più ampia riforma contenuta nell' attuazione dell' articolo 49 della Costituzione. Nella proposta sottoscritta ieri da Pdl, Pd e Terzo polo e su cui il presidente della Camera annuncia la richiesta della sede legislativa (l' iter veloce che salta il passag- gio in aula) non si parla di cifre. Non è segnalata l' entità dei rimborsi elettorali né si fa cenno allo slittamento annunciato da Bersani (da luglio a settembre) della rata di finanziamenti di quest' anno. L' obiettivo, dunque, resta quello annunciato di modificare con urgenza le regole attuali, garantendo trasparenza al sistema, attraverso controlli e sanzioni, che devono entrare in vigore con effetto immediato. «Il finanziamento pubblico dei partiti presuppone regole certe che garantiscano la trasparenza e il controllo dei bilanci», si legge nella relazione alla proposta di legge firmata dai tre segretari. E allora, secondo la triade, «il punto è un altro: trasformare il finanziamento pubblico nella leva per riformare i partiti. Come ha ricordato Napolitano - sottolineano - è necessario sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti e meccanismi corretti e misurati di finanziamento della loro attività ». Tutto questo, però, sarà garantito con «una legge organica che trasformi i partiti in associazioni riconosciute, dotate di personalità giuridica, con precisi requisiti statutari».

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