giovedì 19 aprile 2012

Son tornati i comunisti. Da Nord a Sud i diktat dei rossi bolscevichi che gridano alla dittatura

(da Il Giornale) Neppure vent' anni di dittatura stupidista, propagandata massicciamente sul-l' Isola dei famosi e dentro la casa del Grande fratello , sono riusciti nell' intento storico di spazzarli via: niente da fare, i bolscevichi italiani sono ancora vivi e presenti in mezzo a noi, irremovibili e intransigenti nella loro vigilanza politica permanente. Magari non si perdono più in battaglie di retroguardia come disoccupazione e nuove povertà, ma sulle grandi cause contemporanee scattano tempestivi. Nelle ultime quarantotto ore, due interventi memorabili.
A Roma basta che il sindaco Alemanno manifesti l' intenzione di cancellare «viaLenin» (e meno male che anche il sindaco ha ben chiare quali siano le priorità della Capitale), è sufficiente anche solo parlarne perchè subito si levi il grido rivoluzionario del consigliere Pd Dario Nanni: «Non se ne parla nemmeno, questo è insopportabile revisionismo ». In contemporanea, molto più a Nord succede che l' apparato di partito dia un esemplare segnale di fermezza, buttando letteralmente fuori da Rifondazione comunista uno dei suoi pochi sindaci. La colpa è la solita, disobbedienza, il rinnegato è Ezio Paini, vecchia bandiera del movimento No Tav. Primo cittadino di Giaglione,comune diventato trincea del-la battaglia contro l' Alta velocità, ultimamente il cattivo soggetto ha dato chiari segni di insofferenza alla linea del partito, osando addirittura opporsi alla presenza sul suo territorio del presidio permanente di lotta, «dove staziona gente che mette davvero paura», dice lui. L' intollerabile pretesa di usare la propria testa, di difendere i compaesani dal-l' invasione degli anarco-insurrezionalisti, scatena l' immediata purga. Il segretario provinciale Ezio Locatelli, mettendolo alla porta, così gli scrive: «Ogni ordinanza, divieto o provvedimento che possa limitare l'attività del presidio No Tav è incompatibile con l' appartenenza al par-tito, da sempre schierato con il movimento ». Paini, sei fuori.

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