(da Il Sole 24 Ore) Sarebbe bello se l' Italia fosse un paese poco indebitato, quanti problemi potremmo evitare! Sarebbe comunque necessario fare molte riforme, ma senza il peso di quell' enorme esposizione finanziaria, che ci rende poco credibili sui mercati. L' ironia della sorte è che l' Italia, pur non essendo certo virtuosa, è davvero il paese menoindebitatod' Europa. Meno della Germania, meno della Finlandia, sempre pronte a darci lezioni. Moltomeno della Francia, per non parlare degli altri paesi mediterranei in difficoltà; e anche della Gran Bretagna o, allargando gli orizzonti, gli Stati Uniti. Non è uno scherzo, né un gioco. È proprio così. Non perché come si dice spesso, le famiglie italiane riequilibrano la situazione con la loro ricchezza (un' idea che inevitabilmente evoca lo scenario di nuove imposte patrimoniali). Si può dimostrare il primato italiano tenendo conto delle sole passività. Di tutte, però: di tutti gli impegni che lo stato ha preso con i cittadini. Il debito trattato sui mercati, quello che ci dà mille grattacapi con lo spread dei suoi rendimenti, non è tutto, infatti. Ogni diritto riconosciuto dallo Stato, per esempio con le pensioni o la sanità, o l' assistenza agli anziani crea un "debito" verso i cittadini, sia pure implicito, entro certi limiti calcolabile. L' unica differenza con l' altro debito, quello esplicito, finanziario, è che il peso di questi impegni nascosti graverà tutto sulle prossime generazioni: un regalo - non molto gradito, c' è da scommetterci - dei padri ai figli, dei nonni ai nipoti. La cosa in comune tra le due categorie di debito, invece, è che per rimborsare o pagare queste somme bisognerà in ultima istanza fare ricorso alle imposte.

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