mercoledì 11 aprile 2012

Torna lo spread! Crolla Piazza Affari (- 5%): ma il problema non era Berlusconi?

(da Il Corriere della Sera) È arrivato così, apparentemente senza spiegazioni, il nuovo forte sussulto dei mercati che ha fatto volare lo spread dei Btp italiani oltre quota 400 punti e ha fatto cadere, con movimento simmetrico, il listino di Piazza Affari quasi del 5%. Le tensioni, è vero, erano tornate prima di Pasqua ma una tale recrudescenza non se l' aspettava nessuno. Tanto che i tecnici ieri si sono interrogati a lungo su cosa, nello specifico, abbia fatto scattare il nuovo allarme e il ritorno della paura - e della speculazione - tra gli investitori. Probabilmente sono stati più fattori, alcuni anche contrastanti tra loro, ad agire in una situazione di scarsi movimenti, in cui basta poco a far schizzare prezzi e rendimenti, dovuta alle festività pasquali, che per una concomitanza con le vacanze scolastiche, ha allontanato dal lavoro anche i più alacri trader anglosassoni. È quello che è successo sul secondario, con la Spagna e i conti pubblici ancora al centro delle preoccupazioni e l' Italia, col suo alto debito, dietro. Lo spreadtra i Bonos e i Bund tedeschi è arrivato a toccare i 435 punti. Il differenziale tra i Btp decennali e Bund tedeschi di uguale durata ha chiuso invece a 404 punti, 32 centesimi in più di venerdì, con un rendimento per i titoli italiani al 5,68%. L' elemento più significativo, e più preoccupante per il futuro, però, a detta degli osservatori più esperti, è il basso livello, al minimo, toccato dai rendimenti dei titoli tedeschi, l' 1,64%. Perché quando le richieste si concentrano sui Bund, e si punta sull' affidabilità della Germania (da cui ieri è arrivata l' unica notizia economica positiva, il progresso di esportazioni e importazioni), significa che è in calo la fiducia sulla tenuta dell' euro e dell' Europa. Non convince gli investitori l' impegno della Ue sul firewall, il muro anticrisi, che dovrà prendere forma al prossimo G20 finanziario di Washington. E creano confusione, sempre a detta di molti osservatori, le perplessità (dalla richiesta di exit strategy agli allarmi per il possibile impatto sull' inflazione delle mega aste realizzate da Francoforte), espresse in particolare da vari esponenti (banchieri e non) tedeschi sull' azione della Bce guidata da Mario Draghi.

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