venerdì 27 aprile 2012

I bugiardi della Tav. Un'opera 'inutile' che poterà vantaggi per 12 miliardi di euro

(da La Stampa)Conseguenze occupazionali: lo studio stima 1850 occupati, 5800 con l' indotto, 420 posti di lavoro permanenti Ci sono due numeri che, meglio di altri, giustificano per il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, «il via libera del governo ad un' accelerazione della Torino-Lione». Il primo (200 milioni) è relativo al bilancio economico finale (redditività meno costi) e dimostra come «l' opera trova una sua giustificazione economica nel sostanziale pareggio tra i costi di costruzione (24,7 miliardi per i 270 chilometri della linea che diventano 8,2 nel progetto low cost, ndr) e gestione e i benefici trasportistici derivanti dalla nuova linea». Il secondo «dimostra che l' opera genera anche un consistente flusso di benefici netti per la riduzione dei danni ambientali (effetto serra, inquinamento, incidenti)». Secondo l' analisi costi-benefici, presentata ieri a Roma dal presidente dell' Osservatorio Mario Virano, la somma di questi due numeri mette in evidenza come la Tav si porterà dietro vantaggi complessivi per «12 miliardi nel corso di 50 anni, anche se l' effettiva vita utile dell' opera è di almeno il doppio». Il decennio perduto L' analisi costi-benefici è stata rivista alla luce della crisi economica iniziata nel 2008 e formula le previsioni sulla base dello scenario del «decennio perduto», giudicato il più realistico: teorizza una ripresa dell' economia europea che progressivamente si riporterà sui tassi di crescita pre-crisi ma con un ritardo di circa 10 anni. Merci e passeggeri Secondo Virano l' attuale ferrovia non è «in grado di intercettare la domanda esistente: è antieconomica e commercialmente fuori mercato per carenze oggettive e non emendabili nella sua tratta alpina». E Passera aggiunge: «Oggi è un punto di debolezza per il Paese». La Tav permetterebbe di drenare una parte consistente del traffico merci che interesserà l' arco alpino occidentale nei prossimi 20-30 anni: circa 40 milioni di tonnellate nel 2035, pari al 44% del totale dei transiti in volume previsti sul corridoio. Questo spostamento su rotaia elimina 700 mila mezzi pesanti. Per i passeggeri le stime indicano un aumento di 1,8 milioni. A regime: tempi di percorrenza dimezzati e capacità di trasporto raddoppiate.

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