lunedì 7 maggio 2012

Il Ministro del nulla torna alla carica. Riccardi insiste sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia. Lo stop di Gasparri.

(da Il Corriere della Sera) Nel giorno del botta e risposta Riccardi-Gasparri sullo ius soli , il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera al sindaco torinese di Nichelino che ha conferito la cittadinanza onoraria a 450 ragazzi nati nel comune negli ultimi dieci anni da genitori stranieri. «Le seconde generazioni degli immigrati», ha scritto il Capo dello Stato, «sono parte integrante della nostra società». E all' iniziativa ha attribuito proprio il merito di aver saputo riconoscere questo dato di fatto. Perché «è evidente», ha continuato Napolitano, «il disagio di tutti quei giovani che, nati o cresciuti nel nostro Paese, rimangono troppo a lungo "stranieri" nonostante siano e si sentano italiani nella loro vita quotidiana». Il presidente ha poi aggiunto: «L' attribuzione della cittadinanza onoraria può rappresentare un prezioso contributo per un' opera di sensibilizzazione dell' opinione pubblica sul tema, anche se tale provvedimento non ha ovviamente un valore giuridico ma solo simbolico». E ancora: «È auspicabile che queste iniziative costituiscano uno stimolo a una seria e approfondita riflessione anche in sede parlamentare, per una possibile riforma delle modalità e dei tempi di riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori stranieri». Un auspicio che è stato anche dichiarato dal sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone. Proprio nel giorno in cui pure il ministro della Cooperazione internazionale e dell' Integrazione Andrea Riccardi ha dato voce al suo desiderio. «Un sogno? La cittadinanza per i bambini stranieri nati in Italia e la ripresa della cooperazione italiane», ha detto. «È fallito il modello inglese come quello francese, perché non provare con uno italiano? Il nostro secolo è quello del vivere insieme». Di parere opposto il presidente dei senatori pdl Maurizio Gasparri: «Riccardi si ricordi di fare il ministro del suo ministero ed eviti sproloqui sulla cittadinanza a chi nasce in Italia, norma che non ci sarà mai». 

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