(da Il Corriere della Sera) Ancora qualche giorno e qualche timbro, poi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone saranno di nuovo due uomini liberi, sia pure con obblighi piuttosto stringenti. Ieri l'Alta corte del Kerala (India meridionale) ha accolto la richiesta di libertà provvisoria avanzata dagli avvocati italiani. I marò accusati di aver ucciso il 15 febbraio scorso due pescatori indiani potranno lasciare gli arresti, versando una cauzione di 143 mila euro a testa e consegnando i passaporti alle autorità indiane. Entro breve, il tempo per perfezionare le procedure burocratiche, i militari usciranno dalla Borstal School di Kochi, un ex riformatorio, dove erano stati trasferiti venerdì scorso dal carcere di Trivandrum. La diplomazia italiana, guidata sul posto dal console generale di Mumbai Giampaolo Cutillo, sta già cercando una nuova sistemazione che non potrà distare più di 10 chilometri dal commissariato di Kochi. La Corte ha disposto che i due sottufficiali del Reggimento San Marco dovranno presentarsi ogni mattina, tra le 10 e le 11, e ogni qual volta sarà richiesto, al posto di polizia. Inoltre non potranno allontanarsi dalla città, dovranno essere sempre reperibili attraverso il cellulare e, infine, saranno obbligati a indicare due garanti indiani. Fin qui i vincoli di vigilanza e di sicurezza. Ma la sentenza della Corte non vieta (e quindi consente) agli ex detenuti di far venire le famiglie dall' Italia e di ospitarle nella nuova residenza, senza sbarre e guardie alla porta.

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