lunedì 14 maggio 2012

Maroni choc. Potremo andarcene da Roma. Per la Lega conta più il territorio.

(da La Stampa) "Lontani da Roma. Più presenti in Padania". Il mantra è vecchio quanto la Lega. Ma da ieri è tornato d' attualità. Roberto Maroni, alle prese con l' arduo compito di rianimare il partito dopo uno dei peggiori tonfi elettorali che si ricordino (secondo i dati dell' istituto Carlo Cattaneo il Carroccio ha perso oltre il 50% dei voti), ha deciso di rispolverarlo. "L' ossessione dei partiti è andare in Parlamento, per la Lega conta il territorio - ha detto l' ex ministro dell' Interno, a Cesena per il congresso "nazionale" romagnolo in cui il suo fedelissimo Gianluca Pini è stato rieletto segretario con oltre il 90% dei voti -. Non escludo che al consiglio federale possa passare l' ipotesi di non candidarci al Parlamento di Roma. Per noi conta il governo della Padania, tutto il resto è un mezzo e non il fine". Il segnale è chiaro: la campagna elettorale in vista delle politiche è iniziata e il leader dei "barbari sognanti" - in attesa di essere incoronato segretario di tutto il movimento - ha iniziato a dettare la linea del partito. Lui, però, in attesa che il Senatur abbandoni una volta per tutte l' idea di ricandidarsi, preferisce muoversi con i piedi di piombo. E a chi gli chiede notizie sull' ufficializzazione della sua corsa per la guida del partito risponde: "Domani (oggi, ndr) c' è il Consiglio federale, penso che, lì, si dirà qualcosa". Meglio evitare ulteriori strappi. In questi giorni, inoltre, anche l' europarlamentare Mario Borghezio ha annunciato la possibilità di una sua discesa in campo "se non verrà dato spazio alle istanze indipendentiste". Alla forma, Bobo Maroni, antepone la sostanza della leadership. Ne ha per tutti. A cominciare dal governo Monti: "Su temi come l' immigrazione, gli sbarchi, la lotta alla mafia, sento questo governo balbettare e per questo chiediamo che sia sostituito da un governo che abbia potere popolare per produrre misure anche impopolari. La Grecia è un monito: il governo Monti deve andare a casa e ci devono essere elezioni in autunno".

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