(da La Stampa) Doveva essere la ripetizione del solito copione che le urne serbe producono ogni quattro anni: il presidente filo-europeo, moderato e ansioso di abbracciare i valori occidentali che batte il nazionalista che si appella alla tradizione e alla nazione. Ma Tomislav Nikolic, soprannominato fino a qualche ora fa «l' eterno perdente» e «il becchino», allusione al mestiere di guardiano di cimitero che aveva fatto in gioventù, ha ribaltato a sorpresa il quadro della politica serba, uscendo vincitore dal ballottaggio alle elezioni presidenziali di ieri. Pochi punti di vantaggio, due al massimo, ma i sondaggi davano per certa invece la vittoria di Boris Tadic, già presidente per due mandati, e convinto sostenitore dell' entrata della Serbia nell' Unione Europea, al punto da rischiare tensioni interne consegnando all' Aja i criminali di guerra serbi, con in testa Ratko Mladic. Al primo turno di due settimane fa, Tadic e Nikolic erano arrivati quasi pari, con un quarto di voti a testa. Ma con il presidente uscente, leader del Partito democratico, si erano schierati anche i socialisti (ex partito di Milosevic), terza forza del parlamento. Nikolic, con il suo Partito progressista serbo, scheggia più moderata del Partito radicale di Vojislav Seselj (attualmente sotto processo all' Aja anche lui), sembrava isolato. Ma a quanto pare la carta dello status di Paese candidato all' Ue, ottenuto da Tadic qualche mese fa, non è bastata contro la crisi economica, con una disoccupazione al 24% e dei tassi di crescita molto stentati. Il presidente uscente ha ammesso la sua sconfitta, mentre Nikolic si è affrettato a rassicurare i serbi, e soprattutto il resto del mondo, che «la Serbia continuerà lungo la strada dell' integrazione europea». «Esiste la giustizia divina», ha esclamato ieri davanti ai suoi sostenitori, alludendo anche ai brogli di cui aveva accusato Tadic dopo il primo turno, nonostante gli osservatori internazionali avessero confermato la correttezza delle operazioni di voto.

Nessun commento:
Posta un commento