(da Il Corriere della Sera) Con molti mugugni e tanti distinguo, la I commissione della Camera ha sostanzialmente licenziato per l' Aula il testo che dimezza, già a partire da luglio, irimborsi elettorali per i partiti e agevola l' autofinanziamento grazie agli sgravi fiscali del 38 per cento per le elargizioni comprese tra i 50 euro e i 10 mila euro. È il «sistema tedesco» che porterà ai partiti - ma solo quelli con almeno un eletto (Camera, Senato, Regioni, Parlamento europeo) - un finanziamento complessivo di 91 milioni all' anno, 27 e rotti dei quali però non sono scontati: il cofinanziamento, infatti, funziona con lo Stato che rimborsa ai partiti 0,50 centesimi per ogni euro ricevuto dai privati. «In questo modo però - osserva Linda Lanzillotta (Api) che ha insistito per bloccare i contributi delle aziende pubbliche anche alle fondazioni deipartiti - per ogni 0,62 centesimi di finanziamento privato lo Stato spende 0,88 centesimi». Tutto questo rappresenta certamente un passo in avanti rilevante, osservano soddisfatti i relatori Peppino Calderisi (Pdl) e Gian Claudio Bressa (Pd). Ci è voluto comunque il risultato delle elezioni comunali per convincere la commissione a fare propria la proposta del Pd di ridurre del 50% (e non del 33%) anche la tranche annuale in pagamento il 31 luglio. Inspiegabilmente, invece, è scomparso l' obbligo per i partiti di investire «solo» in titoli di Stato italiani la liquidità derivante da risorse pubbliche. In ogni caso il testo Bressa-Calderisi - frutto dell' accordo tra Bersani e Alfano - grazie anche a un emendamento di Salvatore Vassallo (Pd), introduce il taglio dei finanziamenti per i partitini che nascono dai cambi di «casacca»: «Proporrò anche in Aula un emendamento che agganci a questo meccanismo del "cambio di casacca" anche i giornali di partito», insiste Vassallo. Il testo arriverà in Aula lunedì il 14 maggio ma nell' aria ci sono molti distinguo.

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