giovedì 24 maggio 2012

Svolta all'americana. I privati potranno finanziare i partiti

(da Il Messaggero) Molto più animato, ma anche più celere, l' iter della riforma del finanziamento ai partiti alla Camera. A metà mattina il radicale Maurizio Turco chiede più tempo per esaminare gli emendamenti, prende più volte la parola e il presidente Fini, che presiede l' Assemblea, lo espelle dall' Aula, dove rientrerà più tardi, quando la discussione s' infiamma di nuovo. Fino ad allora si era votato l' art. 2, in base al quale viene introdotto il principio del cofinanziamento: ai partiti andranno 0,50 cent. per ogni euro che ricevono da tesseramento e contribuzioni. L' Idv e la Lega parlano di «indecente giro di denaro», i relatori (Bressa e Calderisi) ribattono colpo su colpo e respingono valanghe di emendamenti. Cedono solo su quello Mantini-Libé (Udc): i partiti che vogliono partecipare a rimborsi e contributi devono dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto conforme a «principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze, ai diritti degli iscritti». Libé nega che sia una norma «anti-Grillo», molti (pure nel Pd) hanno perplessità, il Pdl lascia libertà di voto, ma alla fine l' emendamento passa. Tra le altre novità approvate, la detraibilità del 26% (dal 2014, 24% nel 2013) per le donazioni aipartiti, donazioni che saranno estensibili anche ai partiti senza nessun eletto.

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