(da Il Corriere della Sera) Maroni segretario, per l' unità della Lega. L' annuncio è di Umberto Bossi, e arriva nella più ufficiale delle sedi, il consiglio federale del Carroccio: «Non dobbiamo dare l' idea che siamo divisi, non possiamo farlo. Per la segreteria serve un candidato unico. E io sosterrò Maroni». E così, dopo le apprensioni del weekend, il patto della staffetta firmato venerdì scorso tra i due leader è stato presentato allo stato maggiore leghista. Due pagine e mezzo - illustrate ma non distribuite ai presenti - in cui Bossi s' impegna a sostenere la segreteria Maroni, mentre l' ex ministro sosterrà l' elezione a Bossi a «presidente di garanzia» con qualifica di fondatore. Una carica che, sulla carta, lascia a Bossi non moltissime prerogative. Molte di quelle di cui disponeva fino a oggi il presidente del partito saranno infatti assegnate al vicesegretario vicario, una figura peraltro prevista dallo statuto ma mai attivata. Per dirla con la battuta di un dirigente ieri in via Bellerio, «il vicario avrà i poteri che fino a oggi erano di Rosi Mauro». Un modo di ironizzare su un potere concreto che fin qui non aveva avuto riconoscimento ufficiale. Ma la Lega formato Maroni vuole presentarsi assai più collegiale della monarchia assoluta che l' ha preceduta. E così, oltre al vicario, saranno con ogni probabilità designati altri due vicesegretari con deleghe operative. La caselle non sono ancora state riempite da nomi, molto dipenderà dall' andamento dei congressi nazionali che si svolgeranno tra fine maggio e inizio giugno. Il vicario, con ogni probabilità, sarà il governatore veneto Luca Zaia. Mentre altrettanto probabile è l' indicazione di Giancarlo Giorgetti come vice operativo. Meno definito, ma pare sia questione di giorni se non di ore, il secondo vicesegretario. Tra i nomi più probabili, quelli dell' eurodeputato milanese Matteo Salvini e del deputato bergamasco Giacomo Stucchi.

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