(da Il Messaggero) Erano le 10 e 12 minuti quel 28 maggio, nel 1974, quando l' esplosione interruppe la manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. Brescia, 38 anni fa, otto morti e 102 feriti, nessun colpevole. Oggi, in Piazza della Loggia, ancora una commemorazione per quella strage impunita. La città torna a interrogarsi su mandanti ed esecutori, all' indomani dell' attentato di Brindisi, costato la vita alla 16enne Melissa Bassi e dopo l' invito del Presidente della Repubblica a non abbassare la guardia di fronte alle nuove minacce di terrorismo. Nella piazza, questa mattina, otto rintocchi e un minuto di silenzio, prima dell' inizio della commemorazione ufficiale: «Se innocenti morirono, chi è il colpevole?». Dal palco prenderà la parola il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ci sarà anche un' amica di Melissa, per portare un messaggio contro ogni forma di violenza e con i familiari delle vittime che inaugureranno il percorso della memoria, ci sarà il ministro dell' Interno Annamaria Cancellieri. Pochi giorni dopo l' esplosione, i comunicati di rivendicazione di Ordine Nero vennero inoltrati alle agenzie di stampa. Tra depistaggi e finte prove, il primo processo, nel '79, ha portato alla condanna di alcuni esponenti dell' estrema destra di Brescia. Tra loro Ermanno Buzzi, strangolato nell' 81, nel supercarcere di Novara, a quarantotto ore dal suo arrivo. In secondo grado, nell' 82, la Corte d' Appello di Brescia ha assolto tutti; sentenza confermata nell' 85. Le indagini sulla strage sono ripartite con le dichiarazioni di alcuni pentiti, ma i nuovi imputati, assolti nell' 87 per insufficienza di prove, sono prosciolti in appello nell' 89 con formula piena. La Cassazione conferma. Tra supertestimoni, infiltrati, agenti segreti, millantatori, l' inchiesta non si ferma. Nel 2008 i pm ottengono il processo per Delfo Zorzi (vive in Giappone con il nome di Hagen Roy), Gian Maria Maggi e Maurizio Tramonte, nomi di spicco dell' eversione nera e dei servizi; Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, Francesco Delfino, ex generale dei carabinieri, e Giovanni Maifredi. Per i pm l' esplosivo serviva per favorire la strategia della tensione. Il 16 novembre 2010 la Corte D' Assise assolve Maggi, Delfino e Rauti, i giudici dichiarano la prescrizione per Maurizio Tramonte del reato di calunnia e revocano la misura cautelare per Zorzi. L' epilogo è recente: il 14 aprile scorso i quattro imputati vengono di nuovo assolti.

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