giovedì 31 maggio 2012

Fratelli coltelli. Nella Lega post Bossi i vertici si litigano voti e poltrone. In Veneto è scontro tra Tosi e Bitonci

(da La Tribuna di Treviso) Clima pesante alla vigilia del congresso veneto della Lega, convocato domenica a Padova. Il divario tra i candidati alla segreteria Flavio Tosi e Massimo Bitonci si assottiglia ma resta favorevole al sindaco di Verona (in vantaggio di almeno 25 delegati sul rivale) e non si placa la caccia ai consensi decisivi. Ma ad accendere la polemica è la discesa in campo di Roberto Maroni, designato alla successione di Bossi e schieratissimo a sostegno dell' amico Tosi: il "Barbaro sognante" è stato segnalato per tre volte nel giro di una settimana nella Marca trevigiana (dove la sfida tra bossiani e maroniani è più accesa e incerta) e la sua partecipazione al meeting tosiano in programma stasera a Oderzo è bollata da Bitonci come un' inaccettabile interferenza: «Ero stato favorevolmente colpito dalle dichiarazioni del nostro futuro segretario federale Maroni, soprattutto quando ha parlato di dare la parola ai militanti, stigmatizzando le candidature piovute dall' alto. Sono quindi dispiaciuto e amareggiato nell' apprendere che stasera è stata organizzata una cena che sponsorizza apertamente il candidato Tosi, con tanto di manifesti, inviti e pullman organizzati ad hoc». Il deputato padovano, si rivolge direttamente al triumviro, auspicando una maggiore correttezza: «Voglio continuare a credere nelle parole di Roberto Maroni, la persona con cui ho collaborato sugli importanti temi della sicurezza partecipata, e nel diritto democratico di ogni delegato di scegliere liberamente il proprio candidato senza condizionamento alcuno». E conclude rivendicando la propria estraneità ai giochi di potere di via Bellerio: «Con la mia proposta programmatica sono in grado di garantire una maggiore autonomia e libertà della Liga Veneta, in una confederazione delle Leghe che è sinonimo di unità e rinnovamento. Il sottoscritto non ha mai fatto parte di cerchi magici, non ha interessi di parte mentre alcuni, che ora si definiscono maroniani, erano tra i più accaniti sostenitori di Bossi. Ricordiamoci che siamo tutti leghisti».

Nessun commento:

Posta un commento