(Da La Repubblica) I socialisti francesi alzano la voce, chiedono alla cancelliera di tener conto degli altri Paesi e delle loro scelte elettorali, rivendicano una politica diversa: il voto di ieri fa il gioco della sinistra transalpina, convinta che un indebolimento della coalizione liberal-democristiana possa indurre Angela Merkel a una maggiore flessibilità. I collaboratori di François Hollande, atteso a Berlino domani, subito dopo il suo insediamento all´Eliseo, si sono però ben guardati dal fare commenti, preferendo lasciare in prima linea il partito. E´ stato Benoit Hamon, portavoce del Ps e leader della sinistra socialista, a lanciare un avvertimento alla Merkel, prima ancora della pubblicazione degli exit poll: «Deve capire che non può decidere da sola le sorti dell´Europa». Hamon si è espresso in termini piuttosto secchi: «Non abbiamo votato perché ci sia una presidente dell´Unione europea che si chiama Merkel e decide sovranamente il destino di tutti gli altri. Noi vogliamo rinegoziare il Trattato europeo perché ci sia un rilancio dell´economia. Bisogna smetterla con l´austerità, è quel che diremo alla Merkel». Hamon ha concluso con una minaccia: la cancelliera deve intendere questo messaggio, altrimenti la Francia non ratificherà il Fiscal compact. Il portavoce del partito, tuttavia, non riflette necessariamente il pensiero del neo-presidente. Il quale vuol far sentire la sua voce e costringere la cancelliera ad essere meno intransigente, ma è al tempo stesso un uomo incline al compromesso. La Merkel, del resto, si è detta pronta al dialogo: domani «si tratterà di un incontro per far conoscenza, ma da qui crescerà un buon rapporto di cooperazione».

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