(da La Stampa) Quarantadue deputati del Pdl hanno firmato ieri un' interrogazione per chiedere al premier Mario Monti di escludere pubblicamente responsabilità del governo precedente nei casi di suicidio di questi giorni. Berlusconi ha chiamato Monti Lunedì pomeriggio, nelle ore durante le quali i notabili del Pdl scoprivano il drastico ridimensionamento del loro partito, le parole di Mario Monti sulle «conseguenze umane» (cioè i suicidi) determinate dalle politiche sbagliate dei precedenti governi hanno avuto l' effetto dell' olio sul fuoco ed è dovuto intervenire Silvio Berlusconi: telefonando al capo del governo, per disinnescare una mina che stava diventando esplosiva. Certo, i due si parlano di frequente - ad entrambi, per motivi diversi, fa piacere parlare con l' altro ma due giorni fa - su consiglio di Gianni Letta - il Cavaliere ha dovuto dispiegare tutta la sua arte per convincere Monti che quelle sue parole suonavano offensive. Effettivamente, al di là delle intenzioni di Monti, attribuire ai precedenti governi la responsabilità sia pure indiretta dei suicidi degli ultimi mesi e indicare nell' attuale esecutivo un argine a tale angoscioso fenomeno, si è rivelata una riflessione che due giorni fa è suonata agli occhi dei notabili Pdl come una autentica provocazione. Certo, già da mesi i rapporti tra i vertici Pdl e Monti sono difficili e non sempre per motivi squisitamente politici. Una prima svolta negativa si sarebbe determinata per effetto di un altro infortunio.

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