giovedì 10 maggio 2012

La voce della coscienza. Befera si dice sofferente per i continui suicidi. Eppure Equitalia continua a vessare i debitori

(da Il Corriere della Sera) Tesissimo, si è asciugato la fronte con un fazzoletto bianco, poi si è alzato e ha abbandonato la conferenza stampa nella sede della Regione Liguria. Attilio Befera, direttore dell' Agenzia delle entrate e presidente di Equitalia, incalzato dai giornalisti, in particolare quelli dell'«Ultima parola», il talk-show di Raidue condotto da Gianluigi Paragone, sulla serie disuicidi legati ai debiti col fisco e alla crisi, ha sussurrato: «Quello che succede mi dispiace da morire» e se n' è andato, visibilmente scosso. Chi gli era vicino ha usato la parola «sconvolto».Befera doveva presentare con il governatore Claudio Burlando alcune iniziative per «alleggerire» la situazione dei piccoli imprenditori, commercianti e artigiani che non riescono a far fronte alle richieste del fisco. Oltre all' apertura di «sportelli amici» e a un fondo di garanzia per le imprese, è in definizione un accordo affinché le banche anticipino i pagamenti dovuti dalle Asl alle imprese grazie alla certificazione del credito della Regione. Ma tutto è passato in secondo piano. Quella sui suicidi è stata la prima domanda dei giornalisti: «E lei come si sente?». «È una domanda molto dura - si è difeso Befera - che mi mette in difficoltà dal punto di vista umano, io non posso rispondere». Ma alla fine è stato costretto: «Per me è una continua sofferenza. Ma noi applichiamo le leggi votate dal Parlamento. Volete dire che siamo cattivi? Non lo siamo: cerchiamo di agire con ogni prudenza e attenzione. Ma ormai in Italia quando si invia a una persona una cartella di pagamento perché non ha pagato le imposte questo atto viene vissuto come una vessazione».

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