mercoledì 23 maggio 2012

Se il Pdl è finito, il Sel è morto. Nessuno lo dice, ma per Vendola in Puglia le amministrative sono state un bagno di sangue

(da Italia Oggi) Non bastano tre leader di richiamo nazionale per conquistare tre comuni pugliesi. E i personaggi più importanti del centrosinistra regionale, da Nichi Vendola a Nicola Latorre a Michele Emiliano incassano la più amara delle bocciature, quella in casa propria.(...) Dopo sette anni di amministrazione di centrosinistra, si scopre che la coalizione spesso vince ma fa male proprio dove è legata a uno dei magnifici tre. A partire da Terlizzi, il paese dove vive il governatore ma soprattutto da dove è partita la sua scalata regionale e nazionale. Lì, più che una sconfitta è stato un bagno di sangue per Vendola. Alle primarie del centrosinistra il suo candidato Vito Marinelli venne umiliato dall' esponente Pd per 1.000 preferenze contro 1.987. Al primo turno delle amministrative Sel, che porta il nome di Vendola nel simbolo, ha preso la metà di quanto incassato da Marinelli alle primarie. Michele Berardi, il candidato sindaco del centrosinistra è andato al ballottaggio e dopo la pubblicazione dell' articolo di ItaliaOggi su quel magro risultato, che ha fatto discutere molti giornali e tv, Vendola si è impegnato a salvare la baracca per far vincere il primo cittadino della coalizione. E ha chiuso la campagna elettorale con un comizio dove ha difeso il suo lavoro e l' ospedale cittadino, simbolo del malcontento contro di lui. Non è bastato. Il Pdl, con Ninni Gemmato ha vinto con il 62,13% dei consensi. A Fasano, dove alle primarie si era giocato il primo scontro tra i due potenziali successori di Vendola, con la moglie di Latorre, Stella Carparelli contro la sorella dell' assessore regionale ai lavori pubblici del Pd Fabiano Amati, sostenuto dal governatore. La Carparelli ha vinto le primarie e poi sono scesi a sostenerla Massimo D' Alema e Bersani. E pure Vendola si è impegnato per lei. Risultato: ha vinto l' uscente Lello Di Bari con il 55,11% dei voti. Resta Emiliano che ha incassato la figura più magra di tutti: al primo turno la candidata sindaco a Lecce e numero due della sua corrente, Loredana Capone non solo ha perso, ma ha fatto salire alla ribalta il vincitore del Pdl Paolo Perone, per il risultato record nazionale ottenuto, il 64,3% dei consensi.

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