giovedì 10 maggio 2012

I consensi di Grillo? Vengono tutti dall'Idv. Ora Di Pietro teme il suo nuovo nemico

(da La Stampa) Hanno in comune la carica protestataria e polemica. Alcune analoghe battaglie sulla legalità e la trasparenza. Per un certo periodo si sono avvalsi dello stesso guru della comunicazione, Gianroberto Casaleggio. Sono stati anche amici, il No Cav Day del 2008 a piazza Navona li aveva visti protagonisti insieme. Così affini che però ora rischiano di dover condividere pure gli stessi voti: Di Pietro e Grillo, l' Italia dei valori e la novità che ha terremotato il panorama politico, il Movimento 5 stelle. A sentire gli analisti di flussi elettorali, i voti hanno già cominciato a spartirseli. O, per essere più precisi, i grillini hanno già cominciato a sottrarli all'Idv. All' indomani del voto, il leader Di Pietro ha annunciato soddisfatto un raddoppio e in alcuni casi addirittura il triplicarsi delle preferenze per il suo partito rispetto alle precedenti amministrative. «Ma in una fase di cambiamento così forte, il raffronto è meglio farlo con le ultime consultazioni, le Regionali del 2010: le comunali del 2007 sono un' era geologica fa», spiega Roberto Weber della Swg. Così facendo, allora, i dati elaborati dall' Istituto Cattaneo sono impietosi: nonostante il grande successo di Leoluca Orlando a Palermo, sono 55 mila i voti in meno da Nord a Sud del Paese, una perdita del 58% a livello nazionale. E, soprattutto, questo calo ha un nome e un cognome: Beppe Grillo. «Ho davanti a me l' analisi dei flussi di tre città», legge Weber. «A Genova, Di Pietro ha ceduto un quinto dei suoi voti al Movimento cinque stelle. A Parma ha lasciato loro il 17%, a Como il 13. L' Idv è il più grosso "contribuente" del Movimento di Grillo che, se dovesse crescere ancora, porterebbe a uno svuotamento del partito di Di Pietro», prevede. 

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