(da Il Giornale) All'indomani dell'ondata di arresti e avvisi di garanzia che hanno scosso il calcio italiano, nuovi pesantissimi particolari vanno ad aggiungersi alle accuse e ai sospetti sulle combine che avrebbero sfalsato l'andamento dei campionati: gli interrogatori, le intercettazione e le ricostruzioni degli inquirenti contenuti nell'ordinanza firmata dal gip di Cremona che ha disposto i nuovi arresti nell'inchiesta sul calcioscommesse danno un quadro desolante del nostro calcio. (..)Incontri clandestini con gli ultrà, partite truccate, risultati sfalsati, summit con pregiudicati bosniaci, la longa manus degli "zingari". C'è un po' di tutto dentro alla seconda tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse. "Nella stragrande maggioranza dei cittadini che non appartengono alla classe politica, categoria alla quale tornerò presto ad appartenere, c’è spesso la tendenza a localizzare tutti i mali nella politica - ha commentato Monti - la politica ha gravi difetti ma, come questo scandalo dimostra, non esiste quella separatezza tra politica e società civile". Per il presidente del Consiglio, quindi, è triste che lo sport si dimostri un concentrato di tutti gli aspetti più riprovevoli: dalla slealtà all'illegalità, dalla falsità alla demagogia. E, secondo Monti, in questi ultimi anni il calcio ha dato spettacolo con "fenomeni indegni: dalla lotta tra le cosiddette tifoserie, a ricatti pieni di omertà con giocatori che si sono inginocchiati di fronte alle curve per chi sa quale minaccia". Da qui la proposta di fermare tutto, di fare un passo indietro, di approfondire quanto è successo. Due o tre anni di stop. Un penalty per tutti quanti - club, giocatori e ultrà - per fare il mea culpa. "La soggezione ai poteri occulti - ha concluso Monti - non c’è evidentemente solo in certe parti d’italia".

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