(da Il Corriere della Sera) La battuta di uno dei big del Pdl dà bene il senso della situazione: «Monti fa il professore, ci vorrebbe mettere in riga come i bravi studenti: ma dovrebbe saperlo che, ogni tanto, gli studenti alla scuola gli danno fuoco...». E se è opinione diffusa nel partito che chi sta spargendo combustibile è Mario Monti, e quando ci sono tanti accendini in giro il rischiodiventa grosso, si capisce come la voce insistente di una telefonata ieri tra lo stesso premier e Silvio Berlusconi per cercare di calmare le acque e ritrovare un modus vivendi almeno nei toni del confronto sia verosimile, sebbene conferme ufficiali non ne arrivino. D' altra parte, la linea di Berlusconi è ben sintetizzata dall' avvertimento che ha dato ai suoi: schiaffi in faccia non dobbiamo nè possiamo prenderne più, le cose devono cambiare.(...) Sì perché, come dice un fedelissimo del Cavaliere, è vero che «siamo tra Scilla e Cariddi», tra l' appoggio obbligato al governo che significa sconfitta al voto e disaffezione degli elettori e un' eventuale rottura con Monti che potrebbe però portare al disastro. Berlusconi ha analizzato la situazione esattamente in questi termini martedì notte nel vertice fiume con il suo stato maggiore e ancora ieri con i suoi interlocutori: «È davvero difficile decidere cosa fare. Le elezioni in fondo sono andate meno peggio di quanto pensavamo, in un momento così difficile per il Paese avevamo sondaggi perfino peggiori. In certi casi abbiamo sbagliato i candidati, in altri non c' è stato niente da fare, la Lega non voleva allearsi e abbiamo perso, guardate il caso Tosi. Ma è vero che l' azione di governo ha gettato l' Italia nel pessimismo, nel Paese c' è ormai un clima di disperazione». Dati alla mano, che dimostrerebbero come la contrarietà al governo Monti negli ultimi mesi tra l' elettorato del Pdl sarebbe salita dal 73% all' 89%, praticamente un plebiscito, l' ex premier ha raccontato che «basta andare in giro per capire quanta fibrillazione c' è tra la gente: praticamente chiunque mi incontra mi chiede di staccare la spina al governo». Ma, e qui si torna alle domande che non hanno risposta se non quella obbligata della responsabilità, «la mia grande preoccupazione è legata allo stato dell' economia, è una situazione disperante». Per questo - continuaBerlusconi - il voto è «una cosa alla quale non possiamo non pensare, siamo tutti tentati, lo sapete, io compreso».

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