lunedì 14 maggio 2012

Cicchitto: la luna di miele con Monti è finita. Il premier non può non tenere conto delle scelte del Parlamento

(da Il Giornale) Non è affatto detto che siccome la società italiana e il sistema politico sono «impazziti », allora il Pdl debba uniformarsi a tutto ciò, impazzendo a sua volta con polemiche interne e esterne sopra le righe. Negli anni Duemila la dialettica politica è andata incontro ad una devastazione per la crisi finanziaria internazionale e per ciò che è avvenuto in Italia, cioè la liquidazione del governo legittimamente eletto nel 2008 ricorrendo a tutti i mezzi leciti e illeciti.
A complicare in modo diverso le cose, sono intervenuti provvedimenti di rigore del governo Monti. In una situazione di reale emergenza Monti ha fatto un' operazione di lacrime e sangue. Questa scelta, imposta dalla linea Merkel-Sarkozy, si è intrecciata con altri due elementi, entrambi destabilizzanti: una linea durissima di Equitalia che dalla lotta all'evasione fiscale è passata di fatto alla lotta al singolo contribuente e la incredibile asimmetria costituita da uno Stato velocissimo come esattore fiscale, e invece lentissimo come pagatore. Tutto ciò ha rapidamente creato una situazione economico- sociale psicologica e politica insostenibile: la luna di miele di Monti è finita. Il Pdl è stato sottoposto alle pressioni di due linee estreme: da un lato l' accettazione totale di tutto ciò che proponeva il governo, dall' altra la contrapposta richiesta di una crisi di governo e di elezioni anticipate. Ora questa schizofrenia ha corso il rischio di dilaniare il Pdl. Per avviare il superamento di questa situazione ci ha paradossalmente aiutato anche il Pd. Nella vicenda dell' articolo 18 e della riforma del mercato del lavoro, il Pd ha rotto l' incantesimo secondo il quale i partiti che sostenevano il governo dovevano anche accettare perinde ac cadaver tutti i suoi provvedimenti. Il Pd ha contestato apertamente l' articolo 18 e sul mercato del lavoro si è aperta una dialettica al Senato con modifiche introdotte sia dal Pd che dal Pdl. A sua volta, Angelino Alfano ha aperto il confronto su precise questioni di merito, dall' Imu alla cosiddetta compensabilità per le imprese fra crediti nei confronti dello Stato e debiti nei confronti del fisco. Monti ha mostrato di non gradire troppo questo mutamento dimetodologia,ma tant' è: Monti non può evitare di fare i conti con il Parlamento e con i partiti.

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