(da Il Messaggero) Come nelle previsioni, il governo a caccia di fondi per fronteggiare l' emergenza terremoto ha puntato ancora sulla benzina: due centesimi a litro l' aumento dell' accisa sui carburanti per autotrasporto che renderà allo Stato 500 milioni su base annua. Mentre ricompare anche lo spettro dell' aumento di uno o due punti dell' Iva che era sembrato allontanarsi in virtù dei risparmi che dovrebbero scaturire dalla spending review. Resiste comunque la speranza di non ritoccare in autunno l' Iva, che lo stesso Monti ha alimentato affermando di credere che «sia possibile evitare questo aumento. Però vedremo». Parole identiche sull' argomento quelle del ministro Riccardi nel corso della visita del presidente del Consiglio alla Comunità di S.Egidio. Per gli automobilisti, la cattiva notizia sulla benzina potrebbe però essere mitigata o addirittura annullata se i petrolieri accogliessero l' invito che il ministro dello Sviluppo, Passera, ha rivolto all' Unione Petrolifera di valutare l' opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti contribuendo a «fare la loro parte» assumendosi l' onere di compensare l' aumento applicato dal governo. Tutt' altro che una chiusura la replica al ministro del presidente dell' Unione Petrolifera, Pasquale De Vita. Premettendo che non è l' Unione a stabilire i prezzi dei carburanti, De Vita ha detto che l' invito di Passera è stato girato alle compagnie petrolifere, «in maniera che ognuno possa dare una risposta, che mi auguro non sia negativa». Il Consiglio dei ministri di ieri, oltre all' istituzione di una giornata di lutto nazionale per lunedì prossimo, ha stabilito, nel quadro degli aiuti alle popolazioni colpite dal sisma, l' estensione dello stato di emergenza alle province di Reggio Emilia e Rovigo con il conferimento al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, dell' incarico di Commissario per la ricostruzione; il rinvio a settembre dei versamenti fiscali e contributi; la deroga al patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni; la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e l' individuazione di misure per la ripresa dell' economia come, tra l' altro, la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal sisma.

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