(da La Stampa) L' obiettivo è evitare che «uno stenografo a fine carriera guadagni più di Obama», per dirla con uno dei sostenitori dell' operazione Spending Review Camera, già partita senza troppi clamori. Motivo di tanta riservatezza è la delicatezza della materia, capace di suscitare resistenze trasversali: basta citare una misura, la revisione delle cosiddette «curve retributive», che consentono ai dipendenti delle Camere di «entrare con stipendi normali e uscire con paghe lunari», per usare una battuta in voga ai piani alti. Dunque a Montecitorio si lavora per portare in aula dopo l' estate un bilancio che si fregi almeno di un untaglio del 5% della richiesta di dotazione allo Stato. Pari a 50 milioni di euro in meno su un miliardo di dotazione annuale: da recuperare facendo leva per metà sui deputati e per l' altra metà circa sulla spesa per i dipendenti. Almeno questa è l' intenzione di massima confermata da Antonio Mazzocchi del Pdl, che insieme agli altri questori sta avviando una serie di colloqui con i sindacati interni per trovare una soluzione il più possibile condivisa. Saranno tagliateancora le spese per beni e servizi, 30 milioni l' anno per 5 anni saranno recuperati dal Fondo di solidarietà dei deputati, rimpinguato anni fa dalla Camera, ma ora in surplus e capace di stare in pareggio con i versamenti degli onorevoli; sarà poi prorogato il blocco degli scatti legati all' inflazione oltre il 2013. E varata una riforma delle «curve retributive» che eviti una eccessiva progressione di stipendi, che sono alti anche in considerazione degli straordinari che non vengono retribuiti. Ma questa "rivoluzione" si applicherà solo ai nuovi assunti: alla Camera da anni è in vigore il blocco del turnover e quindi i benefici sul bilancio saranno futuri. Ma i questori non disperano di poter ottenere dalla trattativa interna qualche effetto di trascinamento "virtuoso" anche sul presente. La paura fa novanta E' quel che ha sortito la letterina del 12 gennaio con cui i questori chiedevano ai deputati di utilizzare voli low cost e tariffe scontate per i loro spostamenti, annunciando «controlli per verificare l' osservanza di tale indirizzo»: dalle prime stime del trimestre successivo si è visto che è bastata questa minima accortezza nelle prenotazioni, a cui si sono adeguati in massa i deputati per evitare richiami, per tagliare quel milione di euro preventivato in bilancio, senza bisogno di ulteriori giri di vite sui voli, che restano gratis per tutti i deputati.

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