lunedì 28 maggio 2012

Paranoie montiane. Il premier teme agguati sulla spending review. E prepara un decreto per non cadere in aula

(da Il Messaggero) «Affamare la bestia» centralizzando acquisti e controlli. Una cura dimagrante devastante che, se la «strana maggioranza» lo consentirà, investirà ogni comparto della spesa pubblica nazionale e locale. Una tagliola che punta a mettere a stecchetto la politica e coloro che si nutrono dalla sua mammella. I «consigli sulla spesa» da tagliare, che in settimana darà il supertecnico Enrico Bondi illustrando al comitato interministeriale presieduto da Monti il lavoro fatto in venti giorni, non risparmiano nessun comparto e ministero. Si va dal taglio delle auto blu alle forniture sanitarie, dalle consulenze di ministeri e amministrazioni locali, ai distacchi sindacali e ministeriali. Dal taglio delle circoscrizioni giudiziarie, alle sedi all' estero di comuni, regioni e amministrazioni centrali. Dagli affitti pagati da ministeri, presidenza del Consiglio e amministrazioni pubbliche, alle spese di rappresentanza. Tagli, ma anche riorganizzazione di procedure e un massiccio rigurgito centralista che archivia la stagione federalista dei ministeri al Nord e permetterà di dare un nuovo ruolo alla Consip e all' Agenzia del Demanio. La prima società è destinata ad avere più poteri di controllo sugli acquisti della pubblica amministrazione, mentre al Demanio spetterà il compito di razionalizzare superfici e affitti e di gestire il patrimonio immobiliare inutilizzato. Una scure potente che ieri il ministro Giarda quantificava ben oltre il gettito necessario per evitare ad ottobre l' aumento dell' Iva. Tagli drastici che alla fine i ministeri interessati accetteranno di mettere nero su bianco in provvedimenti che dovranno poi passar il vaglio del Parlamento. E qui è facile prevedere che arriveranno i dolori e si scateneranno le lobby. Non basterà quindi il plauso di Osvaldo Napoli che, ricordando ai suoi lo spirito liberista del Pdl, incita il governo «a fare in fretta». Tantomeno l' augurio di Enrico Morando (Pd) affinchè «i ministri collaborino» ai tagli, altrimenti ci toccheranno altre tasse e «l' Italia si avviterà nella recessione». Il ministro Giarda e lo stesso Monti, non nascondono però la loro preoccupazione. I partiti della «strana maggioranza» da mesi invitano il governo a tagliare le spese e a non aumentare le tasse, ma il timore del governo è che quando i testi dei provvedimenti che ristruttureranno la spesa arriveranno in aula, si riproporrà la musica suonata dalla «strana maggioranza» al momento delle tanto attese liberalizzazioni. 

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