lunedì 21 maggio 2012

Addio sconto sull' Imu se nella seconda casa vanno a vivere i figli

(da Il Corriere della Sera)La circolare del ministero dell' Economia sull' Imu conferma una interpretazione molto restrittiva dei criteri per l' individuazione della prima casa, sulla quale l' aliquota è più leggera e si beneficia delle detrazioni. Viene del resto confermata l' impostazione del decreto Salva-Italia che non solo ha istituito la nuova imposta sugli immobili a valere anche sulla casa di abitazione, ma ha anche fissato precisi paletti antielusione rispetto alla vecchia Ici, dalla quale erano appunto esenti, dal 2008, tutti gli immobili che risultavano prime case, circa il 60% del totale. Tipico l' esempio dei genitori che davano in comodato d' uso (affitto gratuito) un secondo appartamento al figlio o alla figlia. In questo caso gli stessi genitori non pagavano l' Ici su nessuna delle due abitazioni, né quella dove vivevano né quella concessa in uso. L' Imu, invece, sarà dovuta su entrambe: con aliquota agevolata sulla loro casa e con l' aliquota base più alta su quella data al figlio, perché appunto considerata una seconda casa. La prima casa La circolare diffusa venerdì è chiara: «Rispetto a quanto previsto per l' Ici, la definizione di abitazione principale presenta dei profili di novità». Per prima casa si intende infatti quella nella quale «il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente». Quindi se alcuni membri della famiglia stabiliscono la loro residenza e dimora «in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l' abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile». In altri termini la prima casa «deve essere costituita da una sola unità», quella sulla quale si verifica la sussistenza di requisiti: possesso, residenza e dimora. Se quindi si hanno due case e una la si dà per esempio al proprio figlio perché ci vada avivere, non basta che questi ci risieda e vi dimori, ma deve anche avere la proprietà della stessa (acquisita anche attraverso la donazione) o un diritto reale su di essa (per esempio l' usufrutto, anche se questo di solito si verifica col figlio che dà l' immobile al genitore).

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