martedì 29 maggio 2012

Il ddl anticorruzione non piace a nessuno. Fiducia a rischio. L'incognita si chiama voto segreto

(da Avvenire) Il ddl anticorruzioneapproda in Aula alla Camera dopo un travagliato percorso nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali e a quasi un anno dall' ok del Senato il 15 giugno 2011. Un testo riscritto dal ministro Paola Severino. «In questo ddl non c' è nulla che non sia stato ispirato dal desiderio di mettere in fila valori di rilevanza costituzionale collegandoli a sanzioni proporzionate», spiega in Aula il ministro, che promette di «dare coerenza al sistema». Il prosieguo dell' iter è tutt' altro che scontato. Tanto più che sul testo pesa l' incognita del voto segreto. Se la maggioranza, col ministro Severino, ha trovato, in extremis, un accordo sui nodi del 'traffico di influenze' e della 'corruzione per l' esercizio della funzione' molti restano i fronti aperti. Compreso quello dell' emendamento Giachetti che restringe la possibilità per i magistrati di assumere incarichi fuori ruolo. Ma sono diversi i punti critici che vedono la maggioranza con posizioni distanti al proprio interno. Il Pdl ripresenterà gli emendamenti ritirati in commissione: quelli per abbassare i minimi della pena o le riformulazioni sul traffico di influenze e la corruzione tra privati. 

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